EDWARD WESTON

Nato nel 1886 a Highland Park (Chicago) e morto a 71 anni nella sua casa di Wildcart Hill il primo gennaio 1958, fu uno dei fondatori del gruppo f/64, insieme a Ansel Adams, Willard Van Dyke, Imogen Cunningham, John Paul Edwards, Sonya Noskowiak e Henry Swift.

 

Il gruppo stabiliva che

“[…] qualsiasi fotografia non perfettamente a fuoco in ogni particolare, non stampata a contatto su carta brillante nei toni bianco e nero, non montata su cartoncino bianco, e che tradisse manipolazioni o la fuga dalla realtà nella scelta del soggetto era impura”.

Che estremismo! direte voi, e mi trovate d’accordo. Il rifiuto allo sdolcinato stile del pittorialismo californiano – a cui anche Weston aveva partecipato ed aveva ottenuto una buona popolarità – aveva dato vita al gruppo f/64, il cui nome è già un intento di stile – il diaframma chiuso a f/64 dà luogo alla massima profondità di campo, quindi alla massima nitidezza dell’immagine – Weston sostituì il suo costoso obiettivo effetto flou con uno dal taglio netto! La prima mostra del gruppo fu a San Francisco nel 1932.

Parlo di Weston perché sto sfogliando un libro su questo fotografo – a cura di Filippo Maggia per la Skira Edizioni (2012). Non è un fotografo che amo, pur riconoscendo la sua bravura nel dare plasticità scultorea ai suoi scatti (i nudi, le dune di sabbia, le radici degli alberi). Ciò che più mi piace – e qui rientro in una valutazione puramente personale, De gustibus non est disputandum – sono le foto dedicate alla frutta.
In particolare la stampa ai sali d’argento Onion-Halved, Carmel, del 1930;
e le White Radish, del 1933, scattate con Sonya Noskowiak.
Ma anche il Red Cabbage Quartered (1930) e il Cabbage Sprout (1930).
Cavolfiori, Radici, ci sono anche i funghi, che, pur nella nitidezza dell’immagine, nell’intento di fotografare il reale senza discostarci, mi rimandano a qualcos’altro, oltre la foto. Una plasticità che diventa forma e che esce dalla mera rappresentazione dell’ortaggio per trasformarsi in un non-oggetto, una forma elegante e astratta – soprattutto ne il Cabbage Sprout quasi in un oggetto di design.

Come vi ho detto, lo stile di Weston poco si adatta alla mia personalità, al mio modo di sentire la fotografia, ma è sempre utile confrontarsi con altri stili, o almeno sapere che esistono! E comunque… De gustibus non est disputandum.
Weston

OTHER INFO
Potete trovare ulteriori informazioni riguardo a questo maestro della fotografia nel sito omonimo.
Oppure nella sempre consultabile Wikipedia.
Articoli sparsi su Weston in vari blog, come questo.
E qualche foto anche sul Corriere della Sera.

One thought on “EDWARD WESTON