STORIA DELLA FOTOGRAFIA IN ITALIA DAL 1839 A OGGI

Questo piccolo mattonicino di 429 pagine, scritto da Gabriele d’Autilia per i tipi di Einaudi (Torino 2012), lo consiglio a chi di storia di fotografia vuole farsi un’idea e non solo come testimonianza di tecniche del passato ma anche come storia dei costumi e di come la fotografia abbia potuto influenzare o indirizzare gusti e stili di vita degli italiani. Come si legge nella premessa

Non dunque una storia della Fotografia, ma una storia delle «fotografie», di tutte le immagini che hanno contribuito a rimodellare le scelte, i gusti, e quindi la mentalità e i «caratteri» degli italiani.

Se le 429 pagine vi fanno un po’ di paura e non pensate di finire l’opera vi consiglio comunque di leggervi l’ultimo capitolo, dedicato alla civiltà delle immagini. Farsi un’idea della società in cui si è immersi con sguardo storico è sempre difficile, e facilmente si cade in errori di interpretazione, ma vale la pena di provarci, di tracciare delle linee guida ed aprire un confronto con altri che fotografano e con gli stessi soggetti delle nostre fotografie. È un’ottima opportunità quella di valutare critiche e idee diverse se non diametralmente opposte alle nostre, e alcune domande che si possono leggere tra le righe di D’Autilia – e alle quali, appunto perché noi stessi immedesimati nella nostra contemporaneità, non è facile dare risposte certe ed univoche – sono sicuramente utili per porci dietro il nostro obiettivo – e farci vedere il soggetto della nostra foto – con un nuovo sguardo.

I capitoli del libro:
1839-70. L’Italia illustrata
1870-1911. Visioni del ceto medio
1911-45. Estetismi e propagande
1945-60. Fotografi e popolo. Dilettanti e rotocalchi
1960-78. Declinazioni fotografiche di una mutazione antropologica
1978-2011. La civiltà delle immagini

Il libro è corredato da 83 immagini fotografiche (a colori e in bianco e nero) che segnano alcune tappe fondamentali della storia della fotografia… dal 1839 a oggi.
Buona lettura.

D'Autilia