LUNGHEZZE D’ONDA

Fotografare è scrivere con la luce, e la luce (dal latino lux) è una radiazione elettromagnetica compresa tra i 400 e i 700 nanometri di lunghezza d’onda (un nanometro è un milionesimo di millimetro). Nella fisica moderna la luce è stata scomposta in unità fondamentali (quanti di campo magnetico) chiamate fotoni. Ma per i nostri interessi fotografici non è necessario frequentare un corso di fisica. Accontentiamoci della definizione più semplice ed aiutiamoci con un’immagine per capire quello che vediamo.
Come si vede nella Figura 1 (presa da Wikipedia, courtesy Tatout and Phrood) tra i 400 e i 700 nanometri abbiamo tutti i colori dello spettro. Oltre i 700 nanometri ci sono i raggi infrarossi e le onde radio; sotto i 400 nanometri andiamo verso le frequenze dell’ultravioletto (UV) e i raggi X.

La fotografia dunque, rappresenta esattamente la realtà? Non proprio, ma ci offre un’immagine di come noi vediamo il mondo – ricordatevi che si tratta comunque sempre di un’apparenza. Utilizzando un filtro IR, ad esempio, possiamo vedere la realtà con altri occhi. Così come la vedono certi insetti – le api, ad esempio, riescono a vedere i raggi ultravioletti.

I colori degli oggetti che vediamo sono dovuti anche alla luce che li colpisce. Ecco perché, in fotografia, sono preferibili le luci dell’alba o del tramonto rispetto alla forte luce di mezzogiorno.
Guardate la Figura 2. Il quadrato celeste a destra non vi sembra di un celeste più scuro del celeste a sinistra? In realtà è lo stesso colore.
Il fenomeno si chiama apparenza cromatica: il colore viene percepito in modo diverso a seconda del contesto nel quale si trova e della quantità di luce che lo colpisce.

Ne escono dei dubbi su quel carattere di “autenticità” della fotografia di cui parlava Edward Weston. Ma del resto, chi ha letto il saggio di Panofsky La prospettiva come forma simbolica, capisce appieno il problema, quello cioè che la fotografia può diventare: una rappresentazione della realtà che diventa più reale del reale. O, all’opposto, mera apparenza, simbolo culturale.
Interessante a questo proposito la mostra del 2011 tenuta al Museo di Arte Contemporanea di San Marino, Sembianze. La fotografia tra realtà e apparenza curata da Italo Zannier e Roberto Maggiori.
Dice Roberto Maggiori:

Il vero e il falso in fotografia formano un intreccio difficilmente districabile, entrambi sono presenti solo che lo spettatore non sa quasi mai dove inizi uno o finisca l’altro. Proprio su quest’ambiguità sono peraltro basati i lavori degli artisti degli ultimi decenni, quelli che potremmo definire “post moderni”, concentrati nel porre alla nostra attenzione le contraddizioni legate alla costruzione della realtà e quindi della storia, della morale, dell’immaginario collettivo.

Che dire? Non mi resta che farvi l’auguri di Buone foto!
E interrogatevi: quello che vedete è la realtà o un’apparenza?
Scherzo! Non voglio portarvi a filosofeggiare… solo a premere il pulsante di scatto con più calma e attenzione 😉

spettro_visibile_apparenza_cromatica