IL CUBO DELLA BRIONVEGA

Qualche post fa avevamo parlato della funzione della fotografia di testimonianza visiva del passato. Se volete, la fotografia è anche testimonianza del presente che, nel momento in cui scattiamo, è già passato. Ancora, la fotografia ci dà la testimonianza di quel particolare attimo nell’incessante svolgersi del tempo.
Funzione originaria della fotografia, in seguito affiancata da presunti o reali significati simbolici e denotazioni artistiche. Un voler dire qualcos’altro, un qualcosa che va oltre il soggetto fotografato. Tendenza affascinante quando poi cerchiamo di capire cosa la fotografia ha voluto nasconderci… oltre all’immagine che ci presenta.
Ecco che la fotografia assurge al rango di opera d’Arte, e diventa polisemica, interpretabile.

Ma in questo post voglio tenere i piedi per terra, e recuperare quella vecchia tradizione che celebra il passato storico. Niente di più e niente di meno.
Il soggetto della mia foto è un oggetto. Emozionale, se credete, perché il buon design va sempre oltre la sua funzione e diventa emozione, desiderio, stile di vita.

Come già sapete dal titolo, oggetto di questo post è il “cubo” della Brionvega, una radio che ha fatto la storia del design italiano, ben oltre i nostri confini geografici.
È tutt’ora un “oggetto di culto” per gli amanti dell’estetica e del vintage – andatevi a vedere i prezzi del cubo, anche solo per curiosità.

Il “cubo” della Brionvega è una radio composta da due forme cubiche che si chiudono – quando si decide di portare via la radio, grazie ad un comodo manico estraibile – e si aprono – quando si vuole ascoltare musica o un programma radiofonico. Tutto è contenuto in quei due cubi: l’antenna, il manico, la presa di corrente e, volendo, le batterie.
Gli angoli del “cubo” sono arrotondati. I colori intensi: si va dal bianco, al nero, fino al rosso e al giallo.

È un oggetto bello da vedere perché – pensate anche ai prodotti Apple – la tecnologia è nascosta. Il “cubo” può diventare un soprammobile, senza sfigurare.

E qual’è l’oggetto di design più bello? Quello che ha un’innata modestia, e nasconde – o forse sarebbe meglio dire non strilla – la sua principale funzione. Il “cubo” della Brionvega, smascherato, ammette la sua funzione: «Sì, è vero, sono una radio!».

Il “cubo” è il radioricevitore TS522, erede del mitico ricevitore TS502 – disegnato nel 1964 da Marco Zanuso e Richard Sapper. Il “cubo” è esposto in molti musei di Arte Contemporanea, come quello di Osaka, di San Diego e al MoMa di New York.

cubo Brionvega