GIANNI BERENGO GARDIN. GLI ANNI DI VENEZIA

Guardando questo vecchio libro di Gardin, di primo impulso vorrei andare a Venezia e scattare un po’ di foto. Poi mi quieto e riprendo a guardare le fotografie del libro. Sono scatti eseguiti a Venezia tra il 1955 e il 1960, tra il documentaristico e l’atmosfera lirica.

Giovani in spiaggia con il grammofono, un venditore di santini, una signora con una collana di perle a bordo di un taxi (che a Venezia non ha le ruote, ma naviga tra i canali), persone sedute sul vaporetto, il famosissimo bacio sotto i portici di San Marco, che è anche la foto scelta per la copertina del libro.

Poi ci sono le foto che personalmente preferisco, dove Gardin raggiunge vette di intimismo lirico, che si perde nell’astrazione delle emozioni e delle cose. Uomini e donne, spesso solitari , che camminano nella città lagunare: in piazza San Marco con l’acqua alta, o attraversano una passerella di legno, sopra le acque.

Per un breve secondo ripenso alle immagini di Michael Kenna, anche lui abbagliato dalla bellezza di Venezia. Una diversa interpretazione della città lagunare, che si fa impalpabile, sogno della città: delle sue acque, dei suoi monumenti e… sì, anche dei suoi volatili – i piccioni, tanto amati e allo stesso odiati dai veneziani.

Ma ritorno a Gardin. C’è una foto dove due persone camminano, inquadrate dall’alto, sopra ai mosaici bizantini. Pur nella prospettiva aerea, l’immagine dà un forte senso di superficie. Un decorativismo volutamente bidimensionale che astrae il momento fermato dall’obiettivo e diventa decorazione. La parte per il tutto. In fondo, camminare a Venezia è camminare in un museo a cielo aperto. Camminare dentro ad un quadro. Ecco perché è bello e affascinante perdersi tra vicoli, calle e callette della città lagunare. Non lo sai, ma sei dentro ad un’opera d’Arte – come in uno di quei Sogni del regista giapponese Akira Kurosawa.

L’edizione del libro che sto sfogliando e leggendo – i testi sono di Iosif Brodskij) è una ristampa del 1994 (la prima edizione è del 1989) della Federico Motta Editore. Pensate, all’epoca questo libro costava 38mila lire!

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