DOPO LA FOTOGRAFIA

A chi è interessato alla problematiche ma anche alle possibili evoluzioni della fotografia digitale, consiglio questo bel libro di Fred Ritchin dal titolo Dopo la fotografia (Einaudi, Torino 2012, pagg. 210, euro 25,00).

Ponendo interessanti domande e cercandone le risposte, Ritchin esamina gli scenari interpretativi e pragmatici che la rivoluzione digitale ha creato nel mondo della fotografia, cercando di chiarire come essa abbia modificato la nostra interpretazione delle immagini e lo stesso concetto di realtà.

Dopo una serie di interessanti capitoli (Nel digitale – Pixel e paradossi – Da zero a uno – Tessere di mosaico – Immagine, guerra, eredità – Iniziare la conversazione – La fotografia sociale – Verso l’iperfotografia – Materiali sintetici e cyborg – Un salto quantico) alcune perplessità le trovo nella postfazione. Se è vero, come scrive Ritchin, che

Soltanto negli ultimi anni gli Stati Uniti sono riusciti a invadere un paese e a scatenare una guerra citando come motivazioni armi inesistenti. (pag. 205)

è altrettanto vero che la falsificazione e la menzogna è una costante nella storia dell’umanità, e per costruire uno dei falsi più famosi nella storia della Chiesa non c’è stato bisogno né di Photoshop, né delle immagini digitali. Mi riferisco alla donazione di Costantino (la Constitutum Constantini) in base alla quale l’imperatore Costantino donava a papa Silvestro il potere politico su Roma e l’Occidente.

Dopo la fotografia rimane comunque un libro molto interessante e per certi versi uno dei pochi che cerca di analizzare le varie facce della fotografia digitale in rapporto alla società. Ve lo consiglio vivamente. Forse non troverete risposte sicure e certe, ma avrete un ottimo stato dell’arte sulla fotografia e sui discorsi intorno alle immagini digitali.

Ottima anche quella che si potrebbe chiamare la sitografica – i siti web consultati o interessanti per approfondire l’argomento. Vi segnalo, in particolare, il sito pixelpress.org.

Buona lettura

Ritchin