FOTOGRAFIA ANALOGICA O FOTOGRAFIA DIGITALE?

Qualche post fa – concedetemi l’espressione – vi ho suggerito la lettura di un bellissimo libro sul grande fotografo Gianni Berengo Gardin (Storie di un fotografo, Marsilio Editore, Venezia 2013) ed avevo sottolineato, con un po’ di stupore, la frase che si legge a pagina 194:

Tutte le fotografie di mostra e in catalogo sono “vere fotografie” non corrette, modificate o inventate al computer.

Questa frase vuole prendere una distanza dalla attuale fotografia digitale, andando anche ad aggiungere un giudizio di valore (“vere fotografie”) tra la vecchia pellicola e i nuovi pixel.
Sia detto che anche con la pellicola è possibile “modificare” una fotografia. Forse il processo risulta più lento, complesso e limitato rispetto ad una modifica con Photoshop, ma è comunque possibile.

Quello che però questa frase suggerisce è, secondo me, un punto cruciale nella fotografia digitale e nel rapporto tra vecchio e nuovo medium. Come dice anche Fred Ritchin:

Nella fotografia digitale viene messo in discussione uno dei cardini della fotografia analogica: la sua fedeltà come registrazione del reale (Cfr. F.Ritchin, Dopo la fotografia, Einaudi, Torino 2012, pag. 25)

Gli interventi digitali di post produzione non solo servono a migliorare una fotografia, ma possono diventare il mezzo attraverso il quale la fotografia diventa un’altra realtà che ha poco o niente a che fare con l’immagine reale.

L’altra differenza tra medium analogico e medium digitale, che va letto nel complesso sistema del web 2.0 – una costruzione di senso di tipo partecipativo – è che chiunque disponga di una fotocamera e di un accesso ad internet non solo può fare fotografie, ma può diventare produttore e distributore di contenuti, opportunità che era molto limitata dal medium analogico, in quanto i costi di stampa e distribuzione non erano alla portata di tutti, ma solo di pochi – solitamente i grandi editori, poi una serie di editori indipendenti che comunque selezionavano dall’alto ciò che andava stampato e pubblicato da ciò che, per linea editoriale, veniva scartato.

 

4 thoughts on “FOTOGRAFIA ANALOGICA O FOTOGRAFIA DIGITALE?

  1. Devo dire che la penso allo stesso modo. Anche io come tutti ho una digitale, ma ormai non la uso quasi più: ogni volta che osservo una mia foto digitale sento di aver mentito in qualche modo, per tutte le modifiche che ho potuto apportare per renderla più interessante rispetto allo scatto iniziale. Troppo facile. Ritengo l’analogico molto più onesto.
    Inoltre con uno scanner fotografico la fotografia analogica e’ a sua volta distribuita ovunque nella rete.

    1. Grazie Ivan per il tuo commento (tra l’altro ho notato che abbiamo lo stesso template del blog!).
      È vero, l’analogico è più onesto, io invece mi sono votato esclusivamente al digitale, non riuscirei ad utilizzare ancora la pellicola. Però dall’analogico cerco di tenere l’onestà e faccio pochissimo lavoro di post-produzione.
      In fondo, l’onestà è delle persone più che dei mezzi tecnici…
      Non mancherò di sbirciare nel tuo blog. Sono molto curioso.
      A presto,
      Davide

  2. E’ forse il caso di uscire una volta per tutte dall’equivoco che la tua frase “Sia detto che anche con la pellicola è possibile “modificare” una fotografia” esprime. Sappiamo benissimo che in camera oscura si facevano tanti giochini ( io mi divertivo con la pellicola light per esempio ) ma attenzione, anche quelle manipolazioni erano procedimenti assolutamente fotografici, parte essenziale ed attiva dello specifico fotografico. Si agiva manipolando ed usando dispositivi, attrezzature, sostanze ed entità fisiche che esclusive ed essenziali erano (sono) dello scrivere con la luce. Ingranditori a condensatore o a luce diffusa, obiettivi rovesciati, filtri, diffusori, pellicole sovrapposte, mascherini, sagome di carta, le dita a fare ombra e così via. Post manipolazioni certo, ma assolutamente in tema. Ben all’interno di un procedere esclusivamente fotografico cioè: dove si tratta la luce che un soggetto ci rimanda, la si guida, la si calma, le si fa attraversare un sistema di lenti e la si manda in un posto dove tanti cristalli d’argento la fermano e poi si bagnano e poi altre luci la mandano……………….e così via.
    Un saluto rispettoso.