Effetti di senso in fotografia
L'angolazione, lo sfocato, il mosso

Se la fotografia ci mostrasse solo quello che noi vediamo nella foto, non sarebbe considerata un'arte, e si ridurrebbe ad un sistema di descrizione di persone ed oggetti.
Quello che invece più affascina nella fotografia è ciò che non ci mostra, e sta a noi immaginare.
Conoscendo la tecnica e la nostra fotocamera possiamo utilizzarla per esprimere qualcosa che va oltre la foto, e per farlo possiamo avvalerci di alcune regole sintattiche che producono degli effetti di senso preciso. L'esempio più semplice, che potete vedere nella foto sopra, è quello dell'inquadratura da dietro e un pò rialzata. Riusciamo a vedere sia il soggetto (la ragazza dai lunghi capelli apparentemente ferma) sia il contesto (una strada cittadina con automobili e persone che passano). Queste ultime immagini sono mosse, e ci fanno capire che quegli oggetti e quelle persone sono in movimento – l'effetto del mosso è ottenuto utilizzando un tempo di posa inferiore a 1/100" o 1/50", che non congela il movimento ma lo lascia fluidificarsi nell'immagine. L’inquadratura da dietro al soggetto e l’uso del mosso si configurano come significanti visivi, aperti a una pluralità di interpretazioni da parte dell’osservatore. Quella ragazza è ferma solo per aspettare il momento di attraversare la strada o sta aspettando qualcuno? O forse qualcuno è appena partito e lei è assorta nei suoi pensieri?
Anche lo sfocato - bokeh -, se usato con intelligenza, ci offre un'immagine poetica della realtà, mentre il mosso ci fornisce una sensazione di dinamismo e di velocità nonostante la foto - a differenza del video - sia comunque statica, immobile. In questo modo possiamo cogliere un attimo nel tempo e prolungarlo all'infinito - o meglio, riusciamo a dare alla nostra foto questo effetto di senso.
La luce e la composizione servono poi per astrarre un'immagine. La foto qui sotto ritrae una donna nuda, con le mani pudicamente portate a coprirsi il seno. Ma il gioco di luci e ombre, che nasconde e rivela, crea una geometria di forme e linee compositive molto piacevole, che va oltre l'immagine rappresentata per diventare un’esperienza visiva autonoma, quasi astratta, capace di evocare emozioni e suggestioni che superano il semplice dato reale.
Anche l'utilizzo di particolari obiettivi può aiutarci ad esprimere un concetto immateriale che va oltre all'immagine catturata dal sensore della nostra fotocamera. Un obiettivo fish-eye o un obiettivo macro possono raccontare storie che vanno molto oltre la nostra consueta visione del mondo, caratteristica di fondamentale importanza nella fotografia e che porta questa disciplina ad essere definita arte, cioè ad essere caricata di molti più significati - polisemia - dell'immagine che essa ha prodotto.
Un'attenta visione delle opere dei maestri della fotografia può aiutare a sperimentare nuove tecniche, nuovi punti di vista, nuove inquadrature, per esprimere l'immateriale contenuto nei milioni di pixel che nel nostro monitor prendono la forma di una realtà altra.
La composizione
La fotografia è un sapiente ed armonico gioco di tempo, luce e ombra. Io amo il gioco.
Edouard Boubat
1923, fotografo francese