Fotografare in autunno

Attrezzatura, obiettivi, tempi di posa, consigli utili...

A chi piace fotografare solitamente piacciono tutti i periodi dell’anno, perché in ogni condizione stagionale e climatica sa trovare il soggetto e la composizione giusta. Vorrei però sottolineare che l’autunno è una stagione particolarmente generosa per noi fotografi – senza alcuna differenza tra professionisti e amatori, e senza nulla togliere all’uno e all’altro. Se fotografia significa scrivere con la luce, l’autunno ci regala una luce davvero magica, per rendere ogni attimo della giornata speciale. E anche qui una piccola postilla, e cioè che non tutte le ore della giornata sono uguali.

Il soggetto autunnale

Alberi, foglie (sugli alberi o cadute per terra), bacche... sono i soggetti che più si adattano a caratterizzare la stagione autunnale. Tuttavia non ne dobbiamo rimanere vincolati. In questo periodo anche l’essere umano e il suo contesto si prestano ad essere immortalati in uno scatto. Pensate solo al rapporto che può esserci tra gli indumenti indossati e il contesto naturale circostante, a cercare contrasti di colore tra la natura e la città, o ancora alla vita serale e alle luci delle insegne pubblicitarie, a quelle dei negozi della città e della periferia. Anche questo può fare autunno.

Se invece non ve la sentite di uscire – cosa che invece io vi raccomando sicuramente – anche la frutta di stagione (cachi, melagrane, zucche...) possono, ed anzi sono, un ottimo soggetto autunnale per degli still-life realizzati in casa, basta qualche luce ben disposta, un pannello riflettente, uno sfondo bianco. Sbizzarritevi con la vostra fantasia. I colori autunnali faranno il resto.

Fotografare in autunno

L'attrezzatura fotografica

Per gli obiettivi e la fotocamera lascio a voi la scelta. In autunno potete utilizzare tutte le focali, a seconda ovviamente del genere fotografico che prediligete.

Un consiglio per chi esce in tour fotografici è quello di portare con voi un cavalletto per la fotografia di paesaggio, così da evitare il micromosso. Con un cavalletto darete inoltre maggiore attenzione alla composizione, anche solo per una questione di tempi – monto il cavalletto, metto la fotocamera... e visto che ho sprecato del tempo per sistemare il tripode, tanto vale concedersi del tempo ulteriore anche per curare nel modo giusto la composizione!

Un cavalletto è fondamentale anche per la macro fotografia, soprattutto in questa stagione un po’ timida di luce. Di mattina presto riuscirete a trovare ancora insetti mezzi addormentati su quel che ancora può rimanere dei fiori. E se proprio non li trovare, l’autunno è ricco di texture che possiamo fotografare in modalità macro.

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Un’altra cosa che vi raccomando è un filtro polarizzatore. I suoi meriti? Migliora il contrasto di cielo, nuvole e flora, ed elimina i riflessi – soprattutto nel caso di foto a specchi d’acqua.

Un ultimo consiglio? Se vi piace la fotografia paesaggistica un filtro ND (Neutral Density, filtro a densità neutra) è quello che fa per voi. Allungherete i tempi di posa e l’apertura del diaframma ottenendo una maggiore libertà creativa e, se vorrete, delle connotazioni poetiche nelle vostre fotografie.

E non dimenticate la borsa fotografica, magari impermeabile, dove poter custodire la vostra attrezzatura al sicuro da umidità, polvere e acqua. Le piogge o le nebbie sono più frequenti in autunno che in estate.

L'orario ideale per fotografare

Mattina presto e tardo pomeriggio. Con il vantaggio che in autunno il sole non è così forte come in estate e questo vi permetterà di scattare anche in altri orari senza avere la preoccupazioni di zone troppo in ombra ed altre troppo in luce.

Anche in questo caso – come per l’attrezzatura – l’orario della giornata è in funzione della scelta dei soggetti che intendete fotografare. Non ditemi che voi fotografate di tutto, o che non avete una preferenza verso un genere fotografico. Per questa volta partite già che un genere fotografico preciso e concentratevi nella vostra uscita solo su questo. Vedrete che otterrete ottimi risultati. Nella prossima uscita vi dedicherete ad un altro genere fotografico, e poi ad un altro ancora – se proprio li volete provare tutti. Partire per un tour fotografico con idee chiare vi aiuterà a concentrarvi meglio e a focalizzare l’attenzione solo sul soggetto che avrete scelto.

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Dove andare in autunno?

Potete sceglier se vagabondare a ufo o se scegliere una meta e un luogo preciso. In quest’ultimo caso sarete maggiormente concentrati su quale attrezzatura portare con voi e a che ora essere in quel luogo. Cercare di prevedere le situazioni vi aiuta sicuramente a fare fotografie migliori – poi, per carità, ognuno è libero di andare dove vuole, anche senza una meta precisa, ma vi assicuro che anche con una programmazione minima otterrete subito vantaggi tangibili.

Dove andare? Un luogo collinare o montano è certamente quello più consigliabile. Se c'è anche un lago, tanto meglio!

Ma anche la città può essere una interessante location. Non solo trovate anche lì alberi e rampicanti dai colori vivaci, ma avrete la possibilità di cercare dei contrasti tra le opere dell'uomo e quelle della natura. Qualche foglia caduta sull'asfalto può essere un punto di partenza... buon viaggio!

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Fotografare in controluce

Apparentemente è la prima cosa che ci dicono di non fare. L’autunno può essere un’eccezione alla regola. Provate a fotografare in controluce le foglie degli alberi...

Un diaframma molto chiuso per fotografare il paesaggio

Se vi sembra un consiglio troppo ovvio, saltate pure questo paragrafo. Ricordate comunque che, muniti di treppiede potrete utilizzare una focale come f/8 o f/11 per riuscire a cogliere il maggior numero di dettagli nei paesaggi che fotografate.

Qualche riga sulla casualità

Alea iacta est” disse Giulio Cesare dopo aver passato il Rubicone. Il fiume era passato, il dado tratto... prepariamoci sempre alla casualità e all’imprevisto - passando il Rubicone, nella notte del 10 gennaio del 49 a.C., Giulio Cesare aveva violato la legge che proibiva l’ingresso armato all’interno dei confini dell’Italia.

Ritornando a noi, può capitare che si decide una meta ma poi, per una serie di contingenze... si vada a finire da tutt’altra parte! L’imprevisto è sempre in agguato. Non partiamo già noi con l’imprevisto! Come vi ho detto più sopra, meglio darsi una meta, un luogo, un orario. Avere uno scopo per concentrare lì tutte le nostre risorse ed energie – poi, ripeto, l’imprevisto è sempre in agguato. Ma piuttosto che partire a caso, senza meta, con già l’imprevisto implicito nella casualità del nostro vagare... vi consiglio una meta più precisa! Questo è il consiglio migliore che posso darvi. Buone foto!

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