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Tamron vs Nikon vs iPhone
Aquileia. Giornate Europee dell'Archeologia
27 settembre 2025
Siamo partiti alla volta di Aquileia attratti dalle Giornate Europee di Archeologia, una manifestazione di due giorni che vede protagonista il passato romano e romanico della città – vedi più sotto.
L’attrezzatura fotografica scelta – essendo una gita di piacere, e non di lavoro – è stata orientata all’essenzialità e alla leggerezza. Nikon Nikkor 28-70mm f/3.3-5.6 G, piccolo, leggerissimo ed economico (vedi la recensione facendo clic qui) e Tamron SP 45mm f/1.8 VC (stabilizzato, clic qui per la recensione), giusto per avere un obiettivo più professionale più luminoso nell’eventualità di fotografie particolari e con poca luce. Siccome lo avevo in tasca, anche la fotocamera dell’iPhone12 ha partecipato a questo piccolo e amatoriale reportage.
Nella foto sopra: la lupa allatta Romolo e Remo – Nikon 28-80 mm G @f/5.6 – 62 mm – 100 Iso
Ne è nato un pretesto per un confronto tra queste tre lenti, lasciando a voi il piacere di decidere quale di queste tre potrebbe meglio esservi di aiuto e soccorso per catturare istanti felici di vita quotidiana.
L’economico zoom Nikkor (che ho pagato appena 35 €) si è dimostrato più che degno della sua gamma focale. Utile per catturare istanti di vita all’aperto, con buona luce. Il suo difetto è ovviamente la mancanza di luminosità e di conseguenza uno sfocato non troppo piacevole – a volte nervoso. Ma a questa mancanza è riuscito a sopperire il Tamron, che a tutta apertura regala un piacevole bokeh. Entrambi gli obiettivi si sono dimostrati nitidi – il Tamron un pò più del Nikon con un autofocus accettabile per il Nikon e veloce e preciso per il Tamron. L’iPhone ha i suoi limiti nel piccolo sensore della sua fotocamera, ma il software per l’elaborazione delle immagini mi ha regalato foto presentabili a documentazione dei luoghi visitati.
In alcuni casi ho lavorato in post produzione per aggiungere nitidezza e dare un effetto HDR alla foto, effetto molto in voga al giorno d’oggi – qualche tempo fa ho visto alcune foto di un fotografo di matrimoni trattate con HDR, dove la sposa sembrava più vecchia di un pò d’anni... sembrerebbe in contrasto con le parole di Leopardi sulla moda “Se bello vuoi apparire un pò devi soffrire”. Non c’è in sé sofferenza nella tecnica dell’HDR, è il risultato sui volti è proprio l’opposto della bellezza.
Nelle foto sotto: la prima senza interventi in post produzione; la seconda con post produzione ed effetto HDR
L’HDR infatti tende ad enfatizzare texture e micro contrasti. Sul volto questo significa che rughe, pori, imperfezioni e lucidità diventano molto più evidenti. Può risultare poco gradevole, perché invece nel ritratto spesso si cerca morbidezza. Ma nei volti dei vari centurioni che vedrete nelle foto sotto, questo effetto poteva starci per “astrarli” (ab-strarre, trarre fuori) dalla realtà attuale e farli giungere in una dimensione più fiabesca e storica di quanto la rappresentazione reale desiderasse fare.
Del resto il potere del marketing nel farci piacere qualcosa che non solo non abbiamo richiesto, ma che probabilmente non ci sarebbe piaciuto fino a qualche anno fa, è notevole.
«Maraviglioso potere è quel della moda: la quale, laddove le nazioni e gli uomini sono tenacissimi delle usanze in ogni altra cosa, e ostinatissimi a giudicare, operare e procedere secondo la consuetudine, eziandio contro ragione e con loro danno; essa sempre che vuole, in un tratto li fa deporre, variare, assumere usi, modi e giudizi, quando pur quello che abbandonano sia ragionevole, utile, bello e conveniente, e quello che abbracciano, il contrario» (Giacomo Leopardi, Dialogo della Moda e della Morte, in Operette Morali)
Giornate Europee di Archeologia
Le Giornate Europee dell’Archeologia (GEA) sono un’iniziativa internazionale nata per promuovere la conoscenza del patrimonio archeologico attraverso eventi pubblici: aperture straordinarie, workshop, visite guidate, laboratori, scavi aperti al pubblico, esperienze didattiche e molto altro. In Italia sono promosse dal Ministero della Cultura in collaborazione con enti locali, musei, università e soprintendenze. Ad Aquileia, uno dei siti archeologici più importanti del nostro Paese e patrimonio UNESCO, l’evento assume particolare rilievo. (fonte: Museo Archeologico nazionale di Aquileia)
«Non c’è niente di più emozionante che raccontare uno scavo mentre lo stiamo conducendo» spiega la prof.ssa Marta Rossi, docente di Archeologia all’Università di Udine. «I visitatori non vedono solo i reperti, ma l’intero processo: dal lavoro di documentazione, alla pulizia dei resti, fino alle ipotesi interpretative. Questo trasforma la percezione dell’archeologia, che non è fatta solo di “tesori”, ma anche di pazienza, metodo e passione».
Per la Fondazione Aquileia, che coordina l’iniziativa sul territorio, l’evento rappresenta un’occasione di dialogo con la comunità.
«Il nostro obiettivo è duplice» sottolinea il presidente, Antonio Ferri. «Da un lato valorizzare il patrimonio, dall’altro coinvolgere chi vive ad Aquileia e chi la visita. Le Giornate Europee ci permettono di mostrare luoghi normalmente chiusi, come i cantieri di scavo o palazzi storici appena restaurati, e di farlo con un approccio divulgativo, adatto a tutti».