Autofocus nelle fotocamere reflex e mirrorless: come funziona e quali sono le differenze
L'autofocus (AF) è una delle tecnologie più importanti nelle moderne fotocamere digitali. Grazie ai continui progressi degli ultimi anni, oggi le fotocamere sono in grado di mettere a fuoco soggetti in movimento con una precisione impensabile fino a poco tempo fa, riconoscendo persone, animali, veicoli e persino gli occhi del soggetto.
Ma come funziona realmente l'autofocus? E quali differenze esistono tra reflex e mirrorless?
L'autofocus è il sistema che consente alla fotocamera di regolare automaticamente la messa a fuoco dell'obiettivo per ottenere immagini nitide. Quando si preme il pulsante di scatto a metà corsa, la fotocamera analizza la scena e determina la distanza del soggetto, spostando gli elementi ottici dell'obiettivo fino a raggiungere il punto di fuoco corretto.
La velocità e la precisione del sistema AF dipendono sia dal corpo macchina sia dall'obiettivo utilizzato.
Autofocus a rilevamento di fase
Il rilevamento di fase è stato per molti anni la tecnologia principale delle fotocamere reflex. Nelle DSLR, una parte della luce che attraversa l'obiettivo viene deviata da uno specchio secondario verso un modulo autofocus dedicato. Questo sensore confronta due immagini provenienti da lati opposti dell'obiettivo e determina immediatamente se il soggetto è davanti o dietro il piano di fuoco.
Vantaggi
- Messa a fuoco molto rapida.
- Ottime prestazioni con soggetti in movimento.
- Capacità di prevedere la direzione dello spostamento del soggetto.
Svantaggi
- Possibili errori di front focus o back focus.
- Necessità di calibrazione con alcune combinazioni corpo-obiettivo.
- Copertura AF generalmente limitata alla zona centrale dell'inquadratura.
Autofocus a rilevamento di contrasto
Il sistema a rilevamento di contrasto utilizza direttamente il sensore di immagine.
La fotocamera analizza il contrasto dell'immagine e sposta il gruppo di messa a fuoco fino a raggiungere il massimo livello di nitidezza. Quando il contrasto è massimo, il soggetto è correttamente a fuoco.
Vantaggi
- Elevata precisione.
- Nessun problema di front focus o back focus.
- Utilizzo diretto del sensore di immagine.
Svantaggi
- Generalmente più lento rispetto al rilevamento di fase.
- Prestazioni inferiori con soggetti molto veloci.
Autofocus ibrido nelle mirrorless
Le moderne mirrorless utilizzano sistemi autofocus ibridi che combinano il rilevamento di fase sul sensore con il rilevamento di contrasto.
I pixel dedicati al rilevamento di fase sono integrati direttamente sul sensore e lavorano insieme agli algoritmi di analisi del contrasto.
Questa soluzione permette di ottenere:
- Messa a fuoco molto veloce.
- Elevata precisione.
- Copertura AF estesa fino a quasi tutto il fotogramma.
- Migliore inseguimento dei soggetti.
Per questo motivo le mirrorless più recenti rappresentano oggi il riferimento per le prestazioni autofocus.
Le diverse modalità dell'autofocus
AF-S / One Shot
La fotocamera mette a fuoco una sola volta quando si preme il pulsante di scatto a metà corsa.
È ideale per paesaggi, architettura, ritratti con soggetti statici.
AF-C / AI Servo
La messa a fuoco viene aggiornata continuamente finché il pulsante rimane premuto.
È la modalità consigliata per sport, fauna selvatica, eventi, bambini e animali in movimento.
AF-A o modalità automatica
La fotocamera decide automaticamente se utilizzare una modalità singola o continua in base ai movimenti del soggetto.
Riconoscimento del soggetto e Eye AF
L'intelligenza artificiale ha rivoluzionato i sistemi autofocus moderni.
Le mirrorless di ultima generazione sono in grado di riconoscere volti umani, occhi, animali domestici, uccelli, automobili, moto, treni, aerei.
La funzione Eye AF permette di mantenere perfettamente a fuoco l'occhio del soggetto anche durante il movimento, risultando particolarmente utile nella fotografia di ritratto.
Molti produttori evidenziano il numero di punti autofocus come elemento distintivo. In realtà, il numero di punti AF non è l'unico parametro importante. Prestazioni, algoritmi di tracking, sensibilità in condizioni di scarsa luce e capacità di riconoscimento del soggetto sono spesso fattori più determinanti. Una fotocamera con meno punti AF ma un algoritmo avanzato può offrire risultati migliori rispetto a un modello con migliaia di punti ma un sistema meno evoluto.
Reflex o mirrorless: quale autofocus è migliore?
Per molti anni le reflex professionali hanno dominato nella fotografia sportiva e naturalistica grazie ai loro sofisticati sistemi AF a rilevamento di fase.
Oggi, tuttavia, le mirrorless più recenti hanno superato le reflex in numerosi ambiti grazie a:
- Copertura AF quasi totale.
- Riconoscimento intelligente del soggetto.
- Eye AF avanzato.
- Tracking più affidabile.
- Assenza di problemi di calibrazione.
Se nelle reflex il rilevamento di fase ha rappresentato per anni il punto di riferimento, le moderne mirrorless hanno portato questa tecnologia a un livello superiore integrandola direttamente sul sensore e combinandola con sofisticati algoritmi di riconoscimento del soggetto.
Le reflex restano comunque strumenti estremamente validi, soprattutto per chi possiede già un parco ottiche dedicato, ma le mirrorless rappresentano attualmente la soluzione tecnologicamente più avanzata.
Messa a fuoco automatica o manuale?
Due diversi modi di fermare la realtà
Da quanto detto più sopra, questa domanda sembrerebbe fuori luogo. Che bisogno c'è di focheggiare in manuale quando la tecnologia attuale ci ha regalato – pagandola ovviamente - dei sistemi così raffinati di autofocus?
Eppure, con l'esperienza, vi accorgerete che la messa a fuoco manuale a volte può fare la differenza, e ci sono generi fotografici, come ad esempio la macrofotografia, l'astrofotografia o la paesaggistica con treppiede, dove è meglio usare la messa a fuoco manuale (MF).
Se volete avvicinarvi alla fotografia con intento professionale vi consiglio vivamente una fotocamera che vi permetta di settare tutti i parametri di scatto anche in manuale, a seconda delle esigenze del momento.
Solitamente scatto con l’autofocus a priorità di diaframmi, ma in alcuni casi utilizzo tutto in manuale - ad esempio per foto notturne o con lunghi tempi di esposizione o, appunto, nella fotografia macro, dove la profondità di campo è estremamente ridotta, spesso di pochi millimetri, e l'autofocus può "cacciare" avanti e indietro senza trovare il punto esatto.
Quando è consigliato focheggiare in manuale?
In alcune circostanze il sistema di autofocus può trarre in inganno: pensate ad esempio ad un soggetto dietro una rete o a del fogliame o a delle persone dietro una vetrata. In questi casi il sistema autofocus non riesce a mettere a fuoco, oppure mette a fuoco altri oggetti rispetto al soggetto che abbiamo scelto per la nostra fotografia. Ecco alcune situazioni in cui è meglio mettere a fuoco in manuale.
- In condizioni di poca luce. Può succedere che la fotocamera non riesca a mettere a fuoco
- Con oggetti brillanti o con riflessi di luce
- Quando si vuole fotografare al di là di elementi di primo piano (ad esempio vogliamo fotografare una libellula al di là dei fasci d’erba davanti a noi. In autofocus, la nostra fotocamera potrebbe mettere a fuoco i fasci d’erba e non la libellula
- Con soggetti in rapido movimento. In questi casi può essere opportuno utilizzare la distanza iperfocale
- Con soggetti molto piccoli, come ad esempio nella fotografia macro
Nella foto sotto, un esempio di una messa a fuoco manuale su un ragno (Argiope fasciata) in aperta campagna. La messa a fuoco manuale mi ha permesso di mettere a fuoco velocemente la testa e l'addome del ragno.
La fotocamera
Le tue prime 10.000 fotografie sono le peggiori.
Henri Cartier Bresson