Fotocamere Yashica – Giappone
Breve storia dell'azienda e delle sue fotocamere
La Yashica Company Ltd. nasce in Giappone nel 1949 a Nagano, fondata con il nome Yashima Seiki Seisakusho. Inizialmente l’azienda produceva componenti di precisione e otturatori fotografici, ma già nel 1953 presentò la sua prima macchina fotografica, la Yashimaflex (prodotta fino al 1959), una reflex biottica (TLR – Twin Lens Reflex) ispirata alle Rolleiflex tedesche.
Negli anni ’50 e ’60 Yashica si affermò come uno dei principali produttori giapponesi di fotocamere, grazie a un mix di affidabilità, buon rapporto qualità/prezzo e innovazione tecnologica. Nel 1958 acquisì la Nicca Camera, nota per le sue fotocamere a telemetro derivate dalle Leica, ampliando così la gamma di prodotti. Entrò nel mercato 35mm nel 1958: il modello più iconico fu la Yashica Electro 35, la prima compatta al mondo dotata di otturatore controllato elettronicamente. Con 5 milioni di esemplari venduti negli anni ’70, questo modello divenne il prodotto di punta globale di Yashica.
Le serie principali
Reflex Biottiche – TLR
Le Yashica-Mat (1957) furono tra le TLR più apprezzate: solide, semplici da usare e molto più economiche delle Rolleiflex, ma in grado di offrire un’ottima qualità d’immagine. Diventarono popolari sia tra amatori evoluti che tra professionisti con budget ridotto.
Fotocamere a telemetro
Dopo l’acquisizione di Nicca, Yashica produsse modelli a telemetro compatibili con ottiche a innesto Leica thread mount (LTM), come le Yashica YE e YF. Negli anni ’60 arrivarono anche modelli più accessibili come la serie Minister.
Reflex a pellicola 35mm (SLR)
Nel 1960 Yashica entrò nel mercato delle reflex monobiettivo con la Pentamatic, seguita dalla fortunata serie TL.
La svolta arrivò nel 1973 con l’accordo con Carl Zeiss: nacque il sistema Contax/Yashica (C/Y), che portò all’introduzione delle reflex Yashica FX e FR, compatibili con le leggendarie ottiche Zeiss T*. Questa collaborazione diede prestigio al marchio e lo rese competitivo con Canon, Nikon e Minolta.
Compatte e medio formato
Yashica produsse anche compatte di grande successo, come la Electro 35 (1966), prima fotocamera a esposizione elettronica automatica con priorità di diaframmi, venduta in milioni di esemplari. Nel medio formato, le Yashica 124G e le varie versioni della Mat rimasero punti di riferimento per decenni.
Negli anni ’80, nonostante la popolarità delle reflex FX-D, FX-3 e delle compatte Yashica T (quest’ultima con ottiche Zeiss e molto amata dai fotografi di strada), il marchio iniziò a soffrire la concorrenza. Nel 1983 Yashica fu acquisita dalla Kyocera, che proseguì la produzione di fotocamere sotto i marchi Yashica e Contax.
Alla fine degli anni ’90 Kyocera abbandonò progressivamente il settore fotografico e nel 2005 cessò la produzione di fotocamere Contax/Yashica.
Big Brands
Se sapessi come si fa una buona fotografia, la farei sempre.
Robert Doisneau
Alcune delle fotocamere prodotte da Yashica
2025. Sensore CMOS da 13 megapixel, zoom ottico 10x, display orientabile
2025. Sensore CMOS da 13 megapixel, zoom ottico 3x, display orientabile.
1990. Prodotta da Kyocera per il marchio Yashica. È nota soprattutto perché montava il prestigioso obiettivo Carl Zeiss Tessar T 35mm f/3.5*, un’ottica molto nitida con trattamento antiriflesso T*, che la rese una delle compatte più ricercate dagli appassionati.
Venne seguita dalla Yashica T2, T3, T4 e T5, tutte evoluzioni dello stesso concetto, molto popolari anche negli anni 2000 grazie alla qualità dell’ottica.
1980. Fu sviluppata in collaborazione con Contax/Zeiss, dato che Yashica e Contax condividevano tecnologia sotto Kyocera. È spesso considerata una sorta di “Contax 139 Quartz semplificata”, perché condivide molte soluzioni tecniche ma in un corpo più economico, pensato per chi voleva accedere al sistema C/Y senza il costo elevato dei modelli Contax.
1979. Modello entry level, semplice ma robusto, facile da usare e con accesso all’ottimo parco ottiche C/Y. Fu prodotta anche in versioni evolute, come la FX-3 Super e la FX-3 Super 2000, quest’ultima con tempo di scatto massimo a 1/2000s.
1976. Considerata la sorella più economica della Contax RTS, fu comunque una reflex di fascia medio-alta per il suo tempo, destinata a chi voleva accedere al mondo C/Y con un corpo robusto e automatismi moderni, senza spendere quanto per una Contax.
La FR ebbe anche due ulteriori modelli: la FR-I (1977), più sofisticata, con funzioni avanzate e la FR-II (1977), versione semplificata ed economica.
1969. Reflex SLR con pellicola 35 mm appartenente alla famiglia TL di Yashica, che raccoglieva diversi modelli di fascia media con innesto a vite. Era un modello piuttosto semplice ed essenziale, destinato agli amatori che volevano una reflex accessibile ma con esposizione TTL, una caratteristica allora moderna.
1966. La prima fotocamera equipaggiata con un otturatore con controllo elettronico sviluppato da Copal. A questa seguirono nel 1970 la Electro 35 GS (cromo satinato) e GT (nera).
1959. Reflex a telemetro ispirata da Leica. Faceva parte della prima generazione di macchine fotografiche a telemetro Yashica, nate dopo l’acquisizione della Nicca - che produceva copie Leica.
La YE era una versione più economica della Yashica YF (uscita poco prima), destinata a chi voleva un telemetro di buona qualità senza i costi di una Leica.
1959. Reflex a telemetro ispirata da Leica. La YF fu il modello di punta della serie a telemetro Yashica e rappresentò il passaggio dall’eredità Nicca alla produzione Yashica vera e propria, prima che l’azienda si dedicasse principalmente alle reflex e, più tardi, alle compatte.
1957. Biottica (TLR, twin lens reflex) Reflex di medio formato - per pellicola 120 formato 6×6 cm. Fu una delle prime TLR giapponesi di successo, chiaramente ispirata alla Rolleiflex, ma molto più economica e quindi accessibile a un pubblico più ampio.A seguire vennero prodotte le Yashica Mat LM (1959-1964), la Mat EM (1964-1967), la Mat 124 (1968-1970), la Mat 124G (1975-1987).
La Yashica Mat divenne molto popolare tra gli appassionati e i professionisti che non potevano permettersi una Rolleiflex. Grazie al buon obiettivo Yashinon e alla robustezza, produceva immagini di ottima qualità e contribuì a consolidare la reputazione internazionale di Yashica.