Nikon 28-80mm f/3.3-5.6 G

Una lente kit per FF e DX davvero sorprendente

Nikon 28-80mm f/3.3-5.6 G

Chi darebbe un soldo a questo vecchio e plasticoso obiettivo della serie G progettato nel lontano 2001 da Haruo Sato? - a proposito, a questo link (The Thousand and One Nights No.63) trovate un interessante articolo in lingua inglese. Un po' sporco nella ghiera di plastica dello zoom (le classiche striature bianche), è bastato pulirlo con un panno e un po' di acqua perché tornasse come nuovo e vi assicuro che questo economico zoom non ha niente da invidiare ai moderni obiettivi venduti in kit con le nuovissime fotocamere mirrorless della serie Z e nemmeno con il Fujinon 15-45mm. Non mi credete? Guardate le foto, e continuate a leggere qui sotto.

Leggerissimo (195 grammi), compatto, piacevole al tatto e alla vista (questa forse è una considerazione soggettiva), questa lente è adatta per una varietà di situazioni, inclusi ritratti, paesaggi e fotografie quotidiane.

Soprattutto nella vita di tutti i giorni questa lente si dimostra più che sufficiente per portare a casa delle belle foto. È un obiettivo nitido con un'ottima resa dei colori. Anche nelle foto serali che ho fatto non ho trovato una predominanza cromatica: il 28-80 mm rispetta le cromie naturali regalandoci una tavolozza armonica che rispecchia quello che si vede nella realtà.

Nikon 28-80mm f/3.3-5.6 G

Caratteristiche principali

  • Focale: 28-80 mm
  • Angolo di campo: 75.4 - 30.3°
  • Diaframma Max: f/3.3
  • Diaframma Min: f/22
  • Lamelle diaframma: 7
  • Schema ottico: 6 elementi in 6 gruppi
  • Min. distanza fuoco: 0.35 metri
  • Diametro filtri: 58 mm
  • Tropicalizzazione: No
  • Peso: 195 g
  • Dimensioni: 66 x 64 mm
  • Anno di produzione: 2001
Nikon 28-80mm f/3.3-5.6 G

Video recensione del Nikkor 28-80 mm G

Qualche prova di close-up

Impostando la focale a 80mm è possibile fare dei close-up tutto sommato buoni. Tenete il diaframma sopra f/5.6 e avrete anche una buona nitidezza. Non solo, perché anche lo sfumato non è niente male. Provate a vedere la foto della capretta qui sotto – la capretta, per capirci, è alta 3,8 cm.

Nikon 28-80mm f/3.3-5.6 G

Anche il close-up della pianta grassa e quello della catena posteriore della mia bicicletta lasciano ad intendere come, anche nei close-up, questa economica, leggera e troppo sottovalutata lente - forse anche dimenticata - abbia molti pregi. Una lente da kit... cosa volete pretendere? Eppure, lo ribadisco, mi ha positivamente sorpreso!

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Qui sotto la stessa foto della catena della bicicletta con crop al 100%.

Nikon 28-80mm f/3.3-5.6 G

Foto di esempio con il Nikon 28-80mm f/3.3-5.6 G

Le foto con il Nikkor 28-80mm G che trovate in questa pagina e nella Gallery sono state scattate con una Nikon D500.

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Divertirsi fotografando

Una festa del quartiere o un appuntamento con un evento cittadino. L’occasione è stata “Il giro della Rua” a Vicenza, 13 settembre 2015, una sfilata per le vie principali del centro storico con arrivo in Piazza dei Signori.

Tempo? Nuvoloso, e nella serata si è pure messo a piovere.

Ho utilizzato questo pretesto per montare sulla mia D500 la vecchia lente kit – potrei scrivere anche lente “vintage”, scegliete voi la definizione più adatta – il Nikkor 28-80mm G, di cui sopra tutte le specifiche. Ogni tanto devo pur usarla questa lente, ed ogni volta che la utilizzo non smette di stupirmi, ma giudicate voi dalle foto che vi presento in questa galleria. Buona visione – e buone foto! ;-)

Appendice: brevi cenni sulla "Rua"

La Rua è uno dei simboli più antichi e identitari di Vicenza. Si tratta di una grande macchina lignea a forma di ruota o torre, alta diversi metri, che veniva portata in processione nelle principali feste civiche e religiose della città.

La sua origine risale al 1441, quando il Consiglio cittadino decise di istituire un apparato festivo capace di rappresentare l’unità di Vicenza e l’orgoglio della sua comunità. Da allora la Rua divenne protagonista delle celebrazioni civiche più solenni, come l’entrata di autorità, le ricorrenze religiose o le grandi feste popolari.

Il termine “Rua” probabilmente deriva dal latino rota (ruota), perché l’antica struttura aveva la forma di una grande ruota lignea sormontata da figure allegoriche. Nel corso dei secoli l’aspetto cambiò più volte, trasformandosi in una torre festiva a più ordini, ornata di stendardi, simboli religiosi, rappresentazioni dei quartieri e delle arti cittadine.

Il significato della Rua era molteplice:

  • Simbolo di identità civica: richiamava l’orgoglio di Vicenza come comunità compatta.
  • Segno di festa e prosperità: la sua comparsa annunciava celebrazioni solenni e momenti di gioia collettiva.
  • Unione tra sacro e profano: pur legata a festività religiose, la Rua era anche un’espressione laica della vitalità cittadina.

Dopo secoli di splendore, la tradizione si interruppe nell’Ottocento. Tuttavia, nel 2007 il Comune di Vicenza ha voluto recuperare la memoria storica della Rua: oggi una sua ricostruzione viene issata in piazza dei Signori in occasione della Festa della Città, riproponendo così alla comunità e ai visitatori un frammento autentico della storia vicentina.

Oggi la Rua non è solo una macchina festiva, ma un vero simbolo identitario di Vicenza, ponte tra passato e presente, che continua a raccontare la forza, la fede e l’orgoglio della città.

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