Quando davanti all'obiettivo non c'è più nulla

Fotografia e intelligenza artificiale.

Con l'IA generativa si compie un ulteriore passaggio: non è più necessario che ciò che vediamo sia mai esistito davanti a un obiettivo. L’intelligenza artificiale non ha bisogno di una fotocamera, gli basta una descrizione e un modello addestrato su enormi quantità di dati per generare un'immagine che non è mai esistita.

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Quando un'immagine non ha più bisogno di un referente reale, possiamo ancora chiamarla fotografia?

L'intelligenza artificiale introduce inoltre un elemento nuovo: l'immagine non deve più necessariamente partire da una fotografia. Può partire da una descrizione, da una richiesta, da poche parole. Il rapporto tra realtà e immagine viene così rovesciato: non fotografiamo più necessariamente qualcosa che esiste, ma possiamo produrre immagini di qualcosa che non è mai esistito.
Una delle caratteristiche dell’intelligenza artificiale è quella di compiacere l’utilizzatore.

Anziché documentare un confronto con il visibile, la fotografia si è evoluta in un medium sempre più progettato per compiacere, con un software all’interno della fotocamera che migliora l’immagine ancora prima che emerga e altri che correggono le imperfezioni percepite una volta prodotta. Si possono far sembrare le persone più magre e in forma, con la pelle tonica e le rughe cancellate [...].

Fred Ritchin
L'occhio sintetico (Einaudi, Torino 2025)

La postfotografia: che cosa rimane della fotografia?

La fotografia contemporanea non cerca necessariamente di rappresentare il mondo così com'è, ma sempre più spesso il mondo così come vorremmo che apparisse.

documento › vuole testimoniare qualcosa;
immagine costruita › dichiara o ammette la propria costruzione;
manipolazione › modifica una fotografia preesistente;
falso › cerca deliberatamente di far passare per reale qualcosa che non lo è.

Ritorniamo allora alla domanda che ci siamo posti: che cosa rimane della fotografia quando non è più necessario che ciò che vediamo sia mai esistito?
Forse rimane proprio la fotografia, ma non più nel significato che le abbiamo attribuito per quasi due secoli.
La fotografia è nata come uno straordinario strumento per registrare la realtà. Nel corso della sua storia abbiamo poi scoperto che quella realtà poteva essere interpretata, modificata, manipolata e infine completamente inventata. Oggi possiamo fotografare qualcosa che esiste, modificare ciò che abbiamo fotografato oppure creare un'immagine di qualcosa che non è mai esistito.

La differenza, quindi, non sta più soltanto nella tecnologia utilizzata. Sta nel nostro modo di guardare e di attribuire valore alle immagini.

La postfotografia La postfotografia La postfotografia Quale delle tre immagini sopra è stata scattata da una fotocamera e quale è stata creata dall'AI?

Marshall McLuhan, in Understanding Media, scriveva che «il medium è il messaggio». Il significato di un'immagine non dipende quindi soltanto da ciò che rappresenta, ma anche dallo strumento attraverso il quale viene prodotta, diffusa e guardata. Il medium modifica il nostro modo di percepire il mondo e, di conseguenza, modifica anche il nostro modo di rappresentarlo.

La postfotografia è forse proprio questo: non la fine della fotografia, ma la fine di una certa idea di fotografia.

Non possiamo più dare per scontato che una fotografia sia vera soltanto perché sembra vera. Allo stesso tempo, però, non dobbiamo concludere che ogni fotografia sia falsa. Dobbiamo imparare a considerarla per quello che è: un'immagine, prodotta da qualcuno, attraverso uno strumento, dentro un determinato contesto.

Forse è questo il vero cambiamento.
Per quasi due secoli abbiamo chiesto alla fotografia: «È successo davvero?».

La postfotografia Una vecchia foto da un piccolo paesino della Francia. Ma sarà reale?

Nell'epoca della postfotografia dovremo cominciare a chiederle qualcosa di diverso:
«Chi ha creato questa immagine? Come è stata creata? Perché è stata creata? E soprattutto: perché dovrei crederle?»
La fotografia, insomma, non è morta, è semplicemente diventata adulta.
La domanda finale non è più "la fotografia è ancora fotografia?", ma "quanto siamo ancora disposti a credere alle immagini?"
Ed è una domanda molto più interessante.

Nella foto sotto: immagine in bianco e nero creata con AI La postfotografia
Nota: delle tre immagini sopra, la seconda – quella dove si vedono a sinistra due persone con un cavalletto - è l'unica fotografia vera, le altre due sono state create con AI. Anche la foto del piccolo paesino della Francia non è reale.

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