Tre fotografi
Tre modi di vedere la strada
Oltre ai diversi fotografi citati nel corso dell'articolo, vorrei soffermarmi su tre autori che rappresentano, a mio modo di vedere, tre approcci molto diversi alla Street Photography: Tatsuo Suzuki, Fan Ho e Alan Schaller.
Non perché siano gli unici possibili, naturalmente.
Ma perché osservando il loro lavoro possiamo capire quanto possa essere diverso il modo di stare in strada con una fotocamera.
Tatsuo Suzuki – L'approccio estroverso
Tatsuo Suzuki rientra a pieno titolo tra i fotografi più diretti ed estroversi della fotografia di strada contemporanea.
Il suo modo di fotografare è fisico, ravvicinato, energico.
Fa parlare di sé anche per la tecnica, giudicata da molti fin troppo aggressiva. È diventato particolarmente noto anche per un video promozionale realizzato per Fujifilm e per la successiva esclusione dal gruppo degli X-Photographers, proprio a causa delle modalità con cui veniva mostrato l'utilizzo sul campo della fotocamera.
Il suo approccio può mettere in difficoltà chi è abituato a fotografare da lontano.
Ma proprio per questo può essere interessante osservarlo.
Suzuki entra nella scena.
Non si limita ad aspettare che la realtà gli offra una fotografia: la affronta.
Il suo modo di raccontare la società è diretto e spesso intenso, e gli ha permesso di ottenere importanti riconoscimenti internazionali.
Se avete un po' di timore reverenziale quando provate a fare Street Photography, guardare il lavoro di Tatsuo Suzuki potrebbe essere un buon esercizio.
Non necessariamente per imitarlo.
Ma per capire quanto possa essere diverso il rapporto tra fotografo e soggetto.
Fan Ho – L'approccio introverso
Il cinese Fan Ho (Shanghai, 8 ottobre 1931 – San Jose, 19 giugno 2016) appartiene invece a un approccio quasi diametralmente opposto.
Le sue fotografie sono intimistiche, silenziose, costruite attraverso luce, ombre, geometrie e attese.
A guardare le sue immagini percepisco quasi un atteggiamento di gentilezza nei confronti delle persone e delle situazioni fotografate.
Non c'è la necessità di avvicinarsi.
Non c'è la necessità di interrompere ciò che sta accadendo.
Il fotografo osserva.
Aspetta.
E lascia che la scena rimanga, per quanto possibile, intatta.
Fan Ho utilizzava spesso il bianco e nero, che contribuiva a creare quella distanza dalla realtà che caratterizza molte delle sue immagini.
È una fotografia che lascia spazio allo spettatore.
Non ci dice necessariamente cosa dobbiamo pensare.
Ci permette di fermarci davanti all'immagine e contemplarla.
Confrontare Fan Ho con Tatsuo Suzuki significa mettere a confronto due modi quasi opposti di intendere la fotografia di strada.
Uno entra nella scena.
L'altro sembra quasi scomparire.
Eppure entrambi cercano la stessa cosa: un momento capace di raccontare qualcosa della condizione umana.
Alan Schaller – L'approccio estetico
Il terzo fotografo che ho scelto è Alan Schaller, perché nelle sue fotografie assume particolare rilievo la componente estetica.
Schaller cerca nella strada soprattutto forme, geometrie, contrasti, luci e ombre.
Si impone anche dei limiti per fotografare: ad esempio, l'utilizzo di una lente fissa.
Lo zoom, come si dice spesso, lo fa con i piedi.
A differenza di Tatsuo Suzuki, Schaller ha un approccio meno diretto, più discreto.
Sceglie una location e aspetta.
Nel caos delle metropoli cerca quegli attimi di equilibrio che trasformano una scena quotidiana in una composizione. Le persone diventano così parte dell'architettura.
Una figura può essere importante non soltanto per ciò che sta facendo, ma per la sua posizione all'interno dell'immagine, per la sua silhouette, per il rapporto con una linea, una luce o una superficie.
È una Street Photography nella quale la realtà diventa quasi geometria.
E ancora una volta torniamo al concetto dal quale siamo partiti.
Non esiste un solo modo di fotografare la strada.
Possiamo avvicinarci o allontanarci.
Possiamo parlare con le persone oppure aspettare che non si accorgano di noi.
Possiamo cercare una storia, un'emozione, un momento ironico o semplicemente una bella composizione.
Possiamo fotografare ciò che accade oppure ciò che sta per accadere.
La Street Photography, in fondo, non è soltanto fotografare la strada.
È imparare a vedere.
E forse è proprio questo il motivo per cui rimane un genere fotografico sempre attuale.
Il mondo cambia continuamente.
Le città cambiano, cambiano le persone, cambiano le abitudini, cambiano gli oggetti che ci circondano.
Spesso, però, non ci accorgiamo di questi cambiamenti mentre stanno avvenendo.
La fotocamera può aiutarci a fermarci, a osservare, a capire.
E, qualche volta, a vedere per la prima volta qualcosa che avevamo davanti agli occhi da sempre.