Fotocamera digitale mirrorless

Fujifilm Serie X-T – X-T10, X-T20, X-T30, X-T100

Fujifilm X-T10

La Fujifilm ha proposto, con le serie X, un nuovo modo di fotografare, adatto a quei fotografi amatoriali evoluti e agli amanti del vintage. Un corpo che ricorda le vecchie fotocamere analogiche con all’interno una tecnologia all’avanguardia in grado di regalare soddisfazioni e piacere sia a chi di fotografia ne sa ben poco e preferisce scattare in automatico, sia a chi la fotografia la ama in tutte le sue connotazioni (storia, semantica e tecnica) e non vuole rinunciare alla possibilità di scattare regolando da sé tempi di posa e diaframmi o addirittura scattando in modalità manuale.

Fujifilm X-T10

Questa è stata la fortuna della Fujifilm nell’epoca del digitale, senza dimenticare la sua storia e la sua competenza nel campo delle pellicole – fantastiche le simulazioni delle varie Astia, Velvia, Classic Chrome, Provia, Monocromatico in tutti i modelli digitali.

Fujifilm X-T3 e X-T30

La X-T10/20/30 è la macchina perfetta per andare a spasso, mentre con la X-T1/2/3 si può anche lavorare. Ben inteso, si può lavorare anche con la X-T10/20/30 – cose piccole, still life... ma si lavora meglio con le ammiraglie della serie X-T1-2-3... o con le X-PRO. Questo per una serie di piccole differenze, che vanno dall’ingrandimento del mirino – il mirino della X-T10, per intenderci, è identico a quello della Fujifilm X30 – alla tropicalizzazione, fino al peso e alle dimensioni – maggiore nelle ammiraglie, che permettono un’impugnatura più forte e sicura, soprattutto con ottiche grandi e più pesanti.

Attenzione però: probabilmente avrete bisogno di un ulteriore grip accessorio anche con la X-T1/2/3.

Un discorso simile si può fare anche riguardo alla Fujifilm X-T100. Entry-level tra le mirrorless di casa Fujifilm. Ancora più pratica della X-T10/20/30 in termini di portabilità e comodità. Anche questa una fotocamera da passeggio – senza nulla togliere alla qualità costruttiva e fotografica.

Parte superiore delle Fujifilm X-T20, X-T30 e X-T100
Se uno dei grandi pregi di queste serie di fotocamere mirrorless è la loro leggerezza – in rapporto alle reflex – questo è allo stesso tempo anche il loro punto debole.

Rispetto alle reflex è tutto più piccolo, tranne il sensore APS-C. Mirino più piccolo, corpo macchina più piccolo, tasti più piccoli. Chi ha mani grandi non deve sentirsi proprio a suo agio, ed anch’io – vi confesso – pur non avendo mani particolarmente grandi, a volte ho delle difficoltà sia nel non schiacciare accidentalmente alcuni tasti, sia in generale nell’impugnare la fotocamera.

Fujifilm X-T10 (2015-2017), X-T20 (2017-2019), X-T30 (2019)

Lo sviluppo della Fujifilm è arrivato al modello X-T30. Piccole migliorie che ne aumentano le performance – anche se nella sostanza i tre modelli offrono un approccio alla fotografia identico. Piccole variazioni sulle:
dimensioni – la X-T30 è la più grande e misura 118 x 83 x 47 cm, rispetto alle dimensioni delle atre due (118 x 83 x 41);
peso – la X-T10 è la più leggera con 381 g, rispetto ai 383 g delle altre due
numero di pixel – aumentati dai 16 Megapixel della X-T10, ai 24 della X-T20, fino ai 26 della X-T30
ingrandimento del mirino (elettronico in tutti e tre i modelli): 0,62x per la X-T10 e la X-T20, 0,93x per la X-T30;
capacità video, che raggiunge il formato 4K a 30 fps nella X-T30;
sensibilità ISO, passata da 200-6400 nel modello X-T10 a 100-51200 nel modello X-T20, per finire agli 80-51200 nel modello X-T30;
LCD da 3” per tutti i modelli, ma che passa dai 640 x 480 pixel della X-T10 e X-T20, ai 720 x 480 pixel nel modello X-T30;
infine le aree di messa a fuoco (AF), da 77 a 325 e infine a 425 e scatto raffica, dagli 8 fps della X-T10 ai 20 della X-T30.

Cos’hanno principalmente in comune questi tre modelli? Lo stesso sensore CMOS in formato APS-C (23.5 x 15.7 mm), le dimensioni e il peso – pur con piccole variazioni come abbiamo visto sopra –, l’assenza di tropicalizzazione, l’otturatore che è meccanico ed elettronico, la posizione della scheda SD, sinceramente un pò troppo scomoda – ma appunto, come dicevo, se si vuole una fotocamera leggera e compatta...

Infine, il segmento di pubblico a cui si rivolge: come detto più sopra i modelli X-T sono fotocamere mirrorless da portare con sé nelle gite fuori (e dentro) porta. Questo discorso vale anche per le successive X-T20 e X-T30. Il mio esempio cade sulla X-T10 perché è quella che ho provato.

Si noti come nella parte posteriore delle fotocamere il tasto funzione – presente in basso a destra nel modello X-T10 – venga spostato nella parte superiore nei modellli X-T20 e X-T30. In quest'ultimo modello, dotato di display touch, il pulsante "Q" viene posizionato in alto a destra, nell'impugnatura: attenzione a non schiaccciarlo per sbaglio.

Retro delle Fujifilm X-T10, X-T20, X-T30 e X-T100

La Fujifilm X-T10 e gli obiettivi manuali

Grazie a degli adattatori, sulle Fujifilm possono essere montati obiettivi di terze parti (Nikon, Canon, Zeiss, etc...). Ovviamente si va a perdere l’autofocus, ma si conservano le indicazioni sull’esposizione, che può essere variata andando a modificare tempo di posa, sensibilità iso e apertura del diaframma.

Il punto dolente è forse la dimensione del mirino elettronico, piccolo e comunque elettronico – nulla a che vedere con il mirino di una reflex – ma, come vi ho detto all’inizio, la compattezza di questi modelli di fotocamere è insieme il punto di forza e di debolezza.

Qui sotto la foto della Fujifilm X-T10 con un adattatore per ottiche Nikon (F) e un obiettivo Zeiss montato – con l'adattatore si perde l'autofocus e bisogna focheggiare in manuale.

Fujifilm X-T10con adattatore Nikon F

Un mirino piccolo... ed elettronico

Questo, per me, è un punto dolente, soprattutto se volete focheggiare in manuale. Ripeto, se le piccole dimensioni della fotocamera sono un vantaggio, alla stessa maniera sono uno svantaggio. In questo caso la piccola dimensione ha costretto gli ingegneri a montare un mirino piccolo. In più è elettronico, e trovo una certa difficoltà – rispetto alla reflex – a mettere a fuoco in manuale. Per farlo in maniera corretta devo operare con una sorta di stratagemma – in realtà è una sorta di doppio lavoro, ve lo illustrerò anche nel video che trovate più sotto.

In pratica, prima inquadro la scena, poi uso la rotellina posteriore a destra sul corpo macchina per ingrandire un particolare e mettere bene a fuoco – è sufficiente schiacciare la rotellina per ingrandire l’immagine o utilizzare i vari tipi di aiuto AF. Capite che questa sorta di “aiuto” non è altro che un passsaggio in più, ma necessario, per mettere a fuoco in manuale. In questa maniera riesco comunque a mettere a fuoco meglio.

Il sistema di Aiuto AF che Fujifilm ha inventato consiste nel colorare – di rosso, blu o bianco le aree messe a fuoco, o di mettere un rettangolo in scala di grigio che deve risultare far risaltare l’immagine in modo omogeneo una sorta di funzionamento a telemetro, se mi lascate passare questo audace accostamento. Provenendo dalle reflex, come vi dicevo, ci ho messo un pochino ad abituarmici, e alla fine – se devo essere proprio sincero – questo sistema mi toglie quel piacere della messa a fuoco precisa in manuale con un mirino reflex con obiettivo singolo a pentaprisma. Ma va da sé, non si può aver tutto...

Guardate le foto che ho fatto con la Fujifilm... e con uno Zeiss con focus manuale... e giudicate voi!

Ho utilizzato un adattatore da FX (Fujifilm) a Nikon con baionetta F – si trovano nel mercato a 20-30 euro – per attaccarci un 50mm Zeiss Planar F/1.4 – operazione semplice e veloce, che potete vedere nel breve video qui sotto.

Nota: lo Zeiss 50mm pesa 330 g. Aggiunto alla X-T10 arrivo a 711 g.

Video su come utilizzare obiettivi a fuoco manuale su corpi Fujifilm

Una breve conclusione

Viste le dimensioni, il target di riferimento, il peso della fotocamera... la X-T10 (e le più cresciute X-T20 e X-T30) sono fotocamere che stanno bene con obiettivi compatti e con autofocus, come ad esempio il pancake Fujinoon XF 27 mm F/2.8, il 15-45 mm XC F/3.5-5.6, il 50-230 mm XC F/4.5-6.7, o ottiche fisse di più prestigio della serie XF, come il 35mm F/1.4.

Va da sé che la Fujifilm commercializza anche zoom di una certa importanza, con maggiori dimensioni e peso, ma qui perdiamo nell’insieme la compattezza delle Fuji X-T10-20-30 e forse dovremmo orientarci sulle ammiraglie – dalla X-T1-2-3 alla serie X-PRO – perché con obiettivi di una certa dimensione diventa quasi più semplice trasportare la fotocamera prendendola per l’obiettivo piuttosto che per il corpo macchina, piccolo e compatto e con poco grip. Insomma, la X-T10 pur avendo la possibilità di cambiare gli obiettivi e quindi utilizzare tutte le ottiche possibili, la vedo bene con obiettivi compatti, appunto perché è una fotocamera dal peso contenuto, da portare a spasso – e per questo adatta alla street photography.

Se invece non vi interessa cambiare ottiche e vi piacciono gli obiettivi fissi, allora vi consiglio i modelli Fujifilm ad ottiche fisse, a partire dalla Fujifilm X100.

Nella foto sotto un confronto tra la Fujifilm X-T10 e la Nikon D7100. Come si può vedere le differenze di dimensioni sono evidenti. L'ingombro minore della Fujifilm ne favorisce la portabilità ma ne sfavorisce il grip – soprattutto quando si tratta di monntare ottiche di maggiori dimensioni - e la praticità nell'accedere a varie funzioni – diaframmi, tempi, etc.

Fujifilm X--T10 e Nikon D7100

Morale?

Le fotocamere Fujifilm sono delle ottime macchine fotografiche, ma la loro funzione d'uso è principalmente quella della street photography, o della foto di viaggio documentaria, del reportage. Le piccole dimensioni ne sfavoriscono non poco un uso professionale.

Alcune foto di esempio

Cliccando sul link qui sotto potete vedere una gallery di foto realizzate con la Fuji X-T10 e un obiettivo Carl Zeiss – montato con apposito adattatore per ottiche Nikon F. La messa a fuoco è in manuale. Ho provato la lente sia in condizioni di luce ottimale, sia in condizioni di scarsa luce – in occasione del concerto di fine anno in Piazza dei Signori a Vicenza.

Guarda alcune foto in QHD

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