La macrofotografia

Tecnica, composizione, accessori

Ape su fiore

La macrofotografia è uno dei generi fotografici più interessanti e affascinanti, che può essere sperimentato anche dai fotografi amatoriali. Basta il giardino di casa per trovare tantissimi soggetti da fotografare.

L’esperienza e la passione porteranno il fotoamatore a cercare sempre nuove e più ricercate soluzione, sia a livello formale che cromatico. Il mondo dei fiori, degli insetti, ma anche della materia inanimata come rocce e terriccio, ci regaleranno splendidi colori, forme affascinanti, texture originali.

Gocce d'acqua su vetro

Un primo approccio alla macro-fotografia può essere intrapreso anche con un budget di spesa economico. Ad esempio con un anello di inversione, dei tubi di prolunga o delle lenti aggiuntive close-up da applicare all’obiettivo. La soluzione ottimale rimane sempre quella di un obiettivo macro dedicato, con un rapporto di ingrandimento 1:1 (che significa che il soggetto sul fotogramma ha la stessa dimensione dell’originale). Il costo di un obiettivo macro dedicato dipende anche dalla sua lunghezza focale.

Per la fotografia macro vi consiglio un obiettivo uguale o maggiore di 90mm, questo perché più la focale è maggiore, minore sarà la distanza che dovremmo tenere dal soggetto. Se per fotografare un soggetto fermo (come un fiore o del muschio) può andare bene anche un 40 o un 50 mm, per fotografare gli insetti senza che questi fuggano via spaventati dal nostro obiettivo, dovremmo tenere da loro una certa distanza. In questi casi, e a seconda del soggetto, anche un 90 mm potrebbe rivelarsi troppo “corto” e sarebbe preferibile un 150 o un 180 mm - con un aumento del costo dell’obiettivo non indifferente.

Lente close-up Rynox

Quali elementi sono di una certa importanza per una buona fotografia macro?

Innanzitutto la composizione. Non sottovalutate questo particolare. Guardate in rete le migliori fotografie macro e vi accorgerete che la cura della composizione ha anche in questo genere fotografico la sua importanza.

Messa a fuoco e micromosso. Utilizzate un cavalletto laddove la luce sia scarsa o dobbiate utilizzare tempi lunghi di esposizione.

Questo fattore si aggancia alla profondità di campo, che nella fotografia macro tende a perdersi - soprattutto se utilizzate anelli di inversione o tubi di prolunga. Più chiuso sarà il diaframma, maggiore sarà la profondità di campo.

Per quanto riguarda al macchina fotografica, non solo le reflex, ma anche le bridge, le mirrorless o le compatte evolute si rivelano ottime per la fotografia macro. Oltre alla fotocamera dovete mettere in conto anche altri accessori, come:

  • tubi di prolunga: tendono a diminuire la zona a fuoco e la profondità di campo, dovete avvicinarvi al soggetto per la messa a fuoco e vi consiglio un treppiede. Perderete inoltre alcuni stop di luminosità, per cui un treppiede diventa estremamente importante;
  • anelli di inversione: consentono di montare un obiettivo (un 50 mm, per esempio) capovolto. Guadagnate in ingrandimento ma anche qui perdete in profondità di campo;
  • lenti addizzionali close-up: perderete sulla qualità dell’immagine. Alcune di queste lenti, trattate con elementi asferici, hanno un costo intorno ai 60 euro (le migliori sono quelle della Tiffen, Hama, Hoya, Rynox, etc.), anche di più;
  • luci e pannelli riflettenti: utili per illuminare, dove sia possibile, il soggetto da fotografare. Vi sconsiglio i flash anulari, che tendono a diminuire la profondità - ottimi invece per fotografia scientifica e descrittiva;
  • obiettivi dedicati macro: con rapporto di ingrandimento 1:1 sono i migliori, ma possono costare anche più della vostra fotocamera.
Macrofotografia: anello