Tempi di posa lunghi

Per ottenere effetti di fluidificazione del movimento

La fotografia è innanzitutto tecnica, e conoscendo la tecnica si può migliorare di molto la qualità delle proprie foto. Il rapporto tra ISO, apertura del diaframma e tempi di scatto è la chiave per avere una buona padronanza del mezzo tecnico. Il resto - per fare belle foto - sarà dato dalla vostra creatività e dal vostro tempismo.

Avere padronanza della tecnica dei tempi di posa lunghi significa poter contare di effetti molto suggestivi da applicare a diversi generi fotografici: dal paesaggio, ai ritratti, alla street-photo.

Vediamo brevemente come realizzare delle foto sfruttando l’utilizzo del tempo di posa. Se per “congelare” un’azione - ad esempio nella fotografia sportiva, occorrono tempi di posa cortissimi (a partire da 1/250 di secondo), facendo l’opposto abbiamo anche un effetto opposto: invece di congelare il movimento, lo fluidificheremo.

Vi sarà capitato spesso di vedere fotografie dove un ruscello, il mare, o una piccola cascata viene presentata con il cosiddetto “effetto seta “o “latte” dell’acqua - a seconda del tempo di esposizione. Questo genere di foto è ottenuto appunto con tempi di posa più lunghi che, invece di congelare il movimento, lo rendono fluido.

Acqua con effetto seta

Se solitamente la regola generale per ottenere foto nitide e prive di micromosso è quella di utilizzare un tempo di posa uguale o superiore alla lunghezza focale dell’obiettivo - se usiamo un 14 mm dovremmo usare un tempo di posa di almeno 1/14”, se usiamo un 200 mm il nostro tempo di posa dovrà essere di almeno 1/200” - nel caso di foto ad effetto con tempi lunghi questa regola va ribaltata. In generale possiamo dire che quando cambiamo il tempo di esposizione influiamo sul modo in cui il movimento del soggetto viene impressionato nella pellicola o nel sensore.

È opportuno quindi utilizzare un cavalletto (tripod), così da avere i soggetti fermi perfettamente a fuoco e nitidi, mentre per i soggetti in movimento - a seconda del tempo di posa utilizzato - avremmo immagini più o meno fluide. È il caso dell’acqua con effetto “seta” della foto sopra o l’effetto dinamico degli avventori del bar della foto qui sotto. Anche un comando remoto o via cavo è un accessorio fondamentale. Con tempi di posa abbastanza lunghi, cliccare sul pulsante di scatto può muovere - anche se impercibilmente - la macchina fotografica, creando un fastidioso effetto di micromosso. Non disponendo di cavo o controllo remoto wireless, possiamo comunque utilizzare l’autoscatto.

Utilizzate il cronometro del vostro orologio per prendervi nota di quanti secondi avete prolungato il tempo di esposizione, e annotatelo in un taccuino. Imparerete presto ad ottenere l’effetto desiderato agendo contemporaneamente su tempi di esposizione e apertura del diaframma. La sensibilità della pellicola invece, potete lasciarla fissa su 100 o 200 ISO - in questa maniera, con le fotocamere digitali, eviterete qualsiasi tipo di “rumore”. Per la fotografia di stelle - ad esempio se volete fotografare la Via Lattea, vi consiglio di usare ISO abbastanza elevati (600 800) così da catturare più luce possibile.

Avventori al bar

Per aumentare il tempo di posa di giorno può essere d’aiuto un filtro ND (neutral Density). Questo genere di filtro “oscura” il soggetto togliendo luce, ma lasciando inalterati i colori. A seconda delle nostre esigenze possiamo ricorrere a diverse gradazioni dei filtri ND.

Diverso il caso di foto scattate al tramonto o di notte: l’assenza di luce consente di non usare un filtro ND. A seconda dell’effetto che vogliamo ottenere possiamo decidere se prolungare o meno il tempo di posa. Nella foto sotto, scattata dalla chiesa di Monte Berico a Vicenza, le luci dei fanali delle macchine hanno creato il classico effetto di scia luminosa. La foto è stata scattata con un Nikon 50 mm AF-D F/1.8 e impostato un diaframma chiuso a F/16.

Le scie lasciate dai fanali delle auto

Anche con una macchina fotografica digitale compatta avanzata, come la Fujifilm X-30, possiamo utilizzare i controlli in manuale per scegliere tempi di posa e apertura del diaframma. Nella foto sotto, il mare della spiaggia di Jesolo (TV) con un tempo di posa lungo è diventato una superficie liscia e “morbida”, priva di onde.

Il mare e la spiaggia di Jesolo

I tempi di esposizione sono stardardizzati: in ogni macchina fotografica - digitale o a pellicola - ritroveremo gli stessi intervalli.

Lo standard adottato per i tempi di esposizione è il seguente:

  • 1/8000 di secondo
  • 1/4000 di secondo
  • 1/2000 di secondo
  • 1/1000 di secondo
  • 1/500 di secondo
  • 1/250 di secondo
  • 1/125 di secondo
  • 1/60 di secondo
  • 1/30 di secondo
  • 1/15 di secondo
  • 1/8 di secondo
  • 1/4 di secondo
  • 1/2 di secondo
  • 1 secondo, etc...

Esiste poi la posa B (o bulb). In questo caso l'otturatore rimane aperto finché il fotografo tiene premuto il pulsante di scatto.

Infine la posa T, dove l'otturatore rimane aperto fino a quando l'operatore non ri-preme il pulsante di scatto. Queste due pose si utilizzano per fotografare soggetti o situazioni con luce debole, come nel caso delle foto alle stelle.

Sono davvero tante le situazioni in cui un tempo di posa lungo può regalarci immagini particolarmente d’effetto. Un ultimo caso può essere quello del movimento di persone all’interno di contesti sociali (dallo sport alle stazioni o agli aeroporti, come nella foto qui sotto).

Persone che camminano

Obiettivi per fotocamere reflex