Le principali mostre di fotografia del 2026 in Italia

Cattura l'arte visiva: visita le eccitanti esposizioni fotografiche che delineano il panorama culturale italiano ed internazionale


Diana Markosian

Replaced

Dove: Gallerie d'Italia - Torino
Quando: fino al 6 settembre 2026

a cura di Brandei Estes

Informazioni

Piazza San Carlo, 156 – Torino

T. 800 167 619

Info: Email

La mostra, realizzata da Intesa Sanpaolo su committenza originale e presentata in anteprima assoluta alle Gallerie d’Italia - Torino, nasce da interrogativi profondi e universali: cosa succede quando una relazione d’amore giunge al termine? Cosa si prova nel vedere sé stessi lentamente sostituiti, non soltanto nella vita di un’altra persona, ma anche in quei luoghi che un tempo apparivano intimi e inviolabili?

Da queste riflessioni prende forma Replaced, il progetto di Markosian. L’opera esplora la consapevolezza che l’amore possa continuare a esistere anche senza di noi e che gesti, ricordi e spazi considerati unici possano essere condivisi con qualcun altro. Attraverso una profonda dimensione emotiva e psicologica, il lavoro racconta un dolore che non nasce solo dalla fine di una relazione, ma soprattutto dalla presa di coscienza che l’intimità possa essere ricostruita altrove, dando vita a nuovi legami e nuovi ricordi con un’altra persona.

Diana Markosian

Per questo progetto, l’artista coinvolge un attore con l’obiettivo di rievocare episodi del passato, ricostruendo scene di intimità e affetto accanto a momenti segnati dalla distanza e dalla frattura. Queste ricostruzioni si muovono nel territorio fragile e mutevole della memoria, dove il desiderio trasforma i ricordi, li idealizza e talvolta li dissolve.

Nel tornare su quei frammenti di vita, Markosian prolunga e al tempo stesso mette in discussione l’intimità che li aveva attraversati, cercando di trattenere ancora per un attimo la sensazione dell’innamoramento. Il gesto del rivivere diventa così anche un atto creativo e personale: un tentativo di riappropriarsi del ricordo, esercitando un controllo su di esso proprio mentre, lentamente, lo si lascia andare.

Diana Markosian
Diana Markosian (Mosca, 1989) è un’artista americana di origine armena che lavora tra fotografia, cinema e installazione. La sua pratica affronta i temi della memoria, dello spostamento e della costruzione di storie personali e collettive, spesso radicate nella sua biografia. Markosian ha presentato il suo lavoro presso importanti istituzioni internazionali, tra cui il San Francisco Museum of Modern Art, la National Portrait Gallery di Londra, l’International Center of Photography e Foam Fotografiemuseum Amsterdam. Nel 2025, ha ricevuto il Madame Figaro Prize ai Rencontres d’Arles per la sua mostra Father. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private, ed è ampiamente riconosciuta per aver promosso un dialogo sfumato tra la pratica documentaristica e la narrazione sceneggiata nell’arte contemporanea.
Diana Markosian

Nick Brandt

The Day May Break. La luce alla fine del giorno

Dove: Gallerie d'Italia - Torino
Quando: dal 18 marzo al 6 settembre 2026

a cura di Arianna Rinaldo

Informazioni

Piazza San Carlo, 156 – Torino

T. 800 167 619

Info: Email

Il progetto The Day May Break, avviato nel 2020, comprende circa 60 opere articolate in quattro capitoli. La serie ritrae persone e animali segnati dal cambiamento climatico e dalla devastazione ambientale, evidenziando quanto le conseguenze della crisi climatica colpiscano in modo particolarmente duro le comunità più fragili del pianeta.

Per la prima volta, presso le Gallerie d’Italia – Torino, i quattro capitoli del progetto sono riuniti in un’unica esposizione, incluso l’ultimo, commissionato da Intesa Sanpaolo. L’insieme offre un racconto intenso e poetico della realtà contemporanea, mostrando ciò che ancora resiste e che, nonostante tutto, può continuare a rappresentare una possibilità di speranza.

Chapter One (2021), realizzato in Kenya e Zimbabwe, e Chapter Two (2022), prodotto in Bolivia, presentano ritratti profondi e commoventi in cui esseri umani e animali condividono lo stesso spazio visivo. Entrambi appaiono segnati da eventi estremi, come siccità e inondazioni, che hanno distrutto abitazioni e fonti di sostentamento. Le immagini sono state scattate in santuari e riserve, luoghi che accolgono animali sopravvissuti alla perdita dell’habitat o al traffico illegale.

Chapter Three – SINK / RISE (2023), realizzato nelle Fiji, propone una rappresentazione simbolica e quasi apocalittica dell’innalzamento del livello del mare. I soggetti, fotografati sott’acqua, evocano le comunità che nei prossimi anni rischiano di perdere la propria terra, la casa e la propria identità a causa dell’avanzare delle acque.

Chapter Four – The Echo of Our Voices (2024), ambientato nel deserto della Giordania, ritrae famiglie rifugiate provenienti dalla Siria, costrette a lasciare il proprio paese per la guerra e a vivere in una condizione di precarietà permanente, aggravata da un ambiente reso sempre più ostile anche dal cambiamento climatico. In questo capitolo, il fotografo Nick Brandt restituisce un racconto intimo e toccante sulla forza dei legami umani e sulla capacità di resistere anche nelle condizioni più difficili.

Rodney Smith

Rodney Smith

Rodney Smith. Fotografia tra reale e surreale

Dove: Palazzo Roverella, Rovigo
Quando: dal 4 ottobre fino al primo febbraio 2026

a cura di Anne Morin

Informazioni

T. 0425 460093

Info: Email

Orari: Dal lunedì al venerdì: 09.00 – 19.00
Sabato, domenica e festivi: 9.00 – 20.00

Per la prima volta in Italia, Palazzo Roverella ospita una grande mostra dedicata a Rodney Smith, fotografo newyorkese tra i più iconici del XX secolo. Con oltre cento immagini, l’esposizione ripercorre l’intera carriera dell’autore, celebrando la sua raffinata combinazione di eleganza, rigore compositivo e humour surreale.

Rodney Smith

Il percorso espositivo è suddiviso in sei sezioni tematiche: La divina proporzione, Gravità, Spazi eterei, Attraverso lo specchio, Il tempo, la luce e la permanenza, Passaggi. La maggior parte delle opere esposte sono in bianco e nero, a testimonianza del fatto che Smith ha iniziato a lavorare con il colore solo a partire dal 2002

Rodney Smith è stato un fotografo americano noto per le sue immagini in bianco e nero caratterizzate da composizioni surreali e un senso di ottimismo. Nato a New York nel 1947, Smith ha studiato alla Yale University, dove ha conseguito un master in design. Dopo la laurea, ha iniziato a lavorare come fotografo freelance, sviluppando rapidamente un suo stile distintivo.

Le fotografie di Smith sono spesso caratterizzate da soggetti vestiti in modo elegante, spesso in abiti classici, che si muovono in ambienti naturali o urbani. Le sue immagini sono spesso caratterizzate da un senso di movimento e leggerezza, con i soggetti che sembrano fluttuare o danzare nello spazio. Smith era noto per la sua capacità di catturare momenti di gioia e meraviglia, creando immagini che sono sia belle che evocative.

Rodney Smith Foto sopra: Don jumping over Hay Roll N. 1, Monkton, Maryland, 1999

Il suo lavoro è stato pubblicato su numerose riviste, tra cui The New York Times Magazine, Vanity Fair e Vogue. Ha anche esposto in gallerie e musei in tutto il mondo. Smith ha pubblicato diversi libri di fotografia, tra cui The End of the Game, Cuba e Rodney Smith: Photographs.

Rodney Smith è morto nel 2016, ma il suo lavoro continua a essere apprezzato per la sua originalità e il suo impatto sulla fotografia contemporanea. Le sue immagini sono un tributo alla bellezza del mondo e alla capacità dell'uomo di trovare gioia e meraviglia nella vita di tutti i giorni.

Rodney Smith Foto sopra: Woman with Hat between Hedges, Parc de Sceaux, France, 2004

Cristina Mittermeier

Cristina Mittermeier. La grande saggezza

Dove: Gallerie d'Italia, Vicenza
Quando: dal 3 ottobre al 15 febbraio 2026

in collaborazione con National Geographic

Informazioni

Info: Gallerieditalia.com

Biglietti: Intero 5€, ridotto 3€; gratuità per convenzionati,scuole, minori di 18 anni, clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo e ogni prima domenica del mese.

Nel meraviglioso contesto di Palazzo Leoni Montanari, a Vicenza, sede delle Gallerie d’Italia, si tiene una mostra che merita assolutamente di essere visitata: quella dedicata a Cristina Mittermeier, una delle più importanti fotografe contemporanee nel campo della conservazione ambientale. Le splendide sale del palazzo barocco, ricche di storia e di fascino, offrono un perfetto contrasto con le immagini moderne e potenti dell’artista, creando un dialogo visivo di grande suggestione tra arte, natura e architettura.

La grande saggezza

La mostra rappresenta un’occasione rara per ammirare da vicino le fotografie di Mittermeier stampate in grande formato, che permettono di cogliere ogni dettaglio e ogni emozione catturata nei suoi scatti. Le sue immagini raccontano la bellezza e la fragilità del nostro pianeta, con uno sguardo profondo e sensibile che unisce estetica e impegno sociale.

Biologa e ambientalista di origine messicana, Cristina Mittermeier è una delle voci più autorevoli della fotografia naturalistica contemporanea. Attraverso le sue opere, invita il pubblico a riflettere sul legame tra uomo e natura, sensibilizzando verso la tutela degli ecosistemi e delle comunità indigene. Visitare questa mostra significa non solo lasciarsi incantare dalla forza delle immagini, ma anche partecipare a un messaggio universale di rispetto e responsabilità verso il mondo che ci circonda.

Cristina Mittermeier ha viaggiato in ogni angolo del mondo come fotografa, biologa marina e attivista, documentando la bellezza del nostro pianeta e le diverse culture e tradizioni dei suoi abitanti. Con il suo lavoro racconta il sapere antico di culture di tutto il mondo e del loro rapporto con il nostro ecosistema, e ci offre la testimonianza di tradizioni, rituali, saperi tramandati di generazione in generazione, invitandoci a riflettere su una “grande saggezza" e formulando il concetto di enoughness, di “abbastanza”.
La grande saggezza

La fotografa ci propone l'idea di enoughness come modo di pensare al nostro posto nell'ecosistema globale. L’enoughness incoraggia una comprensione più profonda di come il nostro vivere nel mondo e le nostre scelte quotidiane abbiano un impatto sul pianeta e sul clima. L'enoughness nasce dal riconoscimento e dall'apprezzamento di ciò che già abbiamo e di ciò che già siamo.

Le fotografie di Cristina Mittermeier ci ricordano che gli esseri umani non sono creature isolate, ma membri di una società interconnessa. Utilizzare con saggezza le risorse limitate del nostro pianeta è fondamentale per il nostro futuro. Dobbiamo capire che la salute degli oceani ha un impatto diretto sul nostro clima, sull'aria che respiriamo e sul cibo che consumiamo.

Cristina Mittermeier è co-fondatrice e presidente dell’associazione SeaLegacy nata nel 2014 dall’unione tra fotografi, registi e scrittori di fama internazionale che si stanno impegnando da quasi due decenni nella sensibilizzazione per la difesa degli oceani, dalla cui salvaguardia dipende la vita sul nostro pianeta.
La grande saggezza

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