Tamron SP 35 mm Di VC USD F/1.8

La rivincita delle 'terze parti'

Tamron SP 35 mm

Tamron 35 mm F 1.8 SP (Super Performance) è un obiettivo uscito nel settembre del 2015 e come molte altre lenti di terze parti ancora viene visto con una certa diffidenza da chi è solito corredare la propria reflex con delle ottiche rigorosamente provenienti dalla casa madre. In passato, infatti, i vari Tamron, Sigma, Tokina etc. hanno offerto delle lenti a un prezzo assolutamente competitivo e dalla qualità d'immagine più che buona, ma che una volta acquistate rivelavano qualche pecca 'secondaria'. Autofocus non sempre preciso, fragilità costruttiva, e una certa permeabilità alla polvere e alle infiltrazioni di umidità erano i soliti difetti con cui si doveva convivere se non si voleva spendere un capitale nell'acquisto di un'ottica originale.

Tuttavia, negli ultimi anni la musica sembra davvero cambiata. La Sigma, con la nuova linea 'Art' inaugurata nel 2013, ha sbalordito tutti iniziando a produrre lenti di qualità superba e in tempi recenti anche Tamron si è impegnato nella realizzazione di una serie di obbiettivi innovativi, contraddistinti dalla sigla SP (Super Performance), che brillano non solo per nitidezza e colori, ma anche per la precisione dell'autofocus e per la qualità dei materiali utilizzati. Tamron 35 mm F 1.8 rappresenta forse l'esempio più eclatante di questa inversione di tendenza.

Si tratta di una lente fissa, un moderato grandangolo ottimizzato per corpi full frame ma compatibile anche con sensori aps-c, che nell'uso quotidiano rappresenta una di quelle lenti che non si vorrebbe mai staccare dal corpo-macchina. Il 35 mm è infatti una focale perfetta per fotografare paesaggi e architetture, ma anche per fare reportage e ritratti ambientati. Un 'tuttofare' che evita di doversi munire dei soliti pesanti e (talvolta) poco luminosi obbiettivi-zoom.

Alle connaturate qualità di questa focale quali vantaggi vi ha apportato Tamron? L'ampia apertura di diaframma (F 1.8) lascia entrare molta luce e più luce = immagini più nitide e colori più brillanti. È vero però che questa caratteristica è presente anche nei corrispondenti obbiettivi delle altre marche; Tamron tuttavia vi aggiunge un preziosissimo stabilizzatore d'immagine (sul dorso è presente la sigla VC, che sta a significare Vibrations Compensation), caratteristica davvero rara, se non unica, nel panorama delle lenti prime, perlomeno con questa focale. Se si considerano quindi le dimensioni e il peso contenuto dell'obiettivo (480 g) in rapporto a quelli dei più blasonati 35 mm di Nikon e Canon di fascia alta, e soprattutto del recente 'muscoloso' Sigma (665 g.) tutti privi di stabilizzazione, si può immaginare come in situazioni di bassa luce il 35 mm di Tamron faccia davvero la differenza. Se utilizzato su corpi full frame dalla densità di pixel medio-bassa, cioè con i sensori in grado di catturare più luce, il piccolo Tamron regala davvero grandi soddisfazioni, consentendo di mantenere bassi gli Iso grazie all'eccellente lavoro svolto dal suo sistema di riduzione delle vibrazioni che scongiura il rischio di micro mosso. Inoltre, l'impiego dei moderni rivestimenti eBand e BBAR aiuta a ottenere delle immagini nitide, con aberrazioni cromatiche contenute e totale assenza di riflessi sgradevoli e di ghosting quando si scatta in controluce (vedi foto del concerto qui sotto).

Tamron SP 35 mm

Utilizzo questa lente su Nikon Df e su Nikon D850, e la trovo fantastica con entrambe le macchine, anche se prediligo la resa offerta sulla prima per via del perfetto connubio tra un obiettivo luminoso, leggero e per giunta stabilizzato con un sensore progettato appositamente per eccellere in situazioni di scarsa luminosità.

I vantaggi di questa lente tuttavia non si esauriscono con la stabilizzazione poiché l'autofocus, sempre reattivo e preciso, ha una distanza minima di soli 0,20 m che permette degli scatti creativi davvero particolari. Questa peculiarità, unita all'elevata nitidezza anche a grandi aperture e a una resa dei particolari fini davvero impressionante, dà quasi l'impressione di avere tra le mani un obiettivo macro.

Anche nel campo dei materiali costruttivi e della tropicalizzazzione Tamron sembra aver fatto un ottimo lavoro: la presenza di una guarnizione di gomma sull'anello dell'innesto protegge da eventuali infiltrazioni di polvere e sabbia, e in effetti non ho ancora riscontrato la presenza di pulviscolo dietro la lente frontale, cosa che purtroppo mi è capitata in passato proprio con obbiettivi di terze parti.

Tuttavia, ciò che davvero stupisce - e che sempre più spesso viene osservato nelle recensioni di chi ha fatto l'acquisto - è la resa tridimensionale delle immagini prodotte da questa lente. A un bokeh morbido e graduale da f/1.8 a f/2.8, si nota poi uno stacco più deciso tra le parti a fuoco e quelle sfuocate, soprattutto quando ci si assesta in un range compreso tra f/2.8 e f/4. A queste aperture di diaframma la tridimensionalità delle persone o degli oggetti ritratti è davvero percepibile e si ha quasi il desiderio di allungare le mani dentro lo schermo del pc per toccare gli elementi fotografati, tanto marcato è il realismo prodotto dallo stacco dei piani.

In definitiva, si può dire che con questa lente Tamron abbia fatto davvero il salto di qualità e che assieme a Sigma stia guidando la riscossa degli obiettivi di terze parti, spesso snobbati dai 'puristi' di casa Nikon e Canon.

Si ringrazia per la redazione dell'articolo e per le immagini: mbrunphotography.

Caratteristiche

  • Focale 35 mm
  • Angolo di campo 63.4°
  • Diaframma Max f/1.8
  • Lamelle diaframma 9
  • Schema ottico 10 elementi in 9 gruppi
  • Min. distanza fuoco 0.20 metri
  • Rapporto riproduzione 0.40x
  • Diametro filtri 67 mm
  • Stabilizzazione Si, incorporata nell'obiettivo
  • Focus Motore AF a ultrasuoni (Ring-USM)
  • Anello treppiede No
  • Moltiplicatori Non compatibile
  • Paraluce In dotazione
  • Tropicalizzazione Si
  • Peso 480 g
  • Dimensioni 80 x 81 mm

Foto di esempio con il Tamron SP 35 mm F/1.8

Tamron SP 35 mm

Tamron SP 35 mm

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